Cambiare pelle al momento giusto: è questa la specialità di Massimiliano Allegri, pronto a reinventare il suo Milan per la delicata sfida contro il Napoli al Maradona. Dopo aver già sorpreso Antonio Conte all’andata con una strategia tattica brillante, il tecnico livornese prepara nuove contromosse per un match che può pesare tantissimo nella corsa al vertice.
A San Siro fu una scelta precisa – abbassare la catena di sinistra con Rabiot ed Estupinan – a mandare in crisi il sistema difensivo azzurro, liberando spazi per Christian Pulisic contro Marianucci. Un piano riuscito alla perfezione, che permise ai rossoneri di costruire il successo per 2-1 con Saelemaekers e lo stesso americano protagonisti.
Modulo e tridente: la tentazione offensiva
Il grande dubbio riguarda il sistema di gioco. Finora Allegri ha trovato solidità con il 3-5-2, costruendo una delle migliori difese del campionato. Tuttavia, le difficoltà offensive recenti hanno riaperto il dibattito.
Contro il Torino, il passaggio in corsa al 4-3-3 ha cambiato volto alla squadra: più ritmo, più occasioni e una pericolosità offensiva nettamente superiore. L’ingresso di Athekame e l’avanzamento di Saelemaekers hanno acceso il Milan, regalando una delle migliori fasi della stagione.
Ecco perché il tridente può diventare l’arma segreta anche contro il Napoli, magari con Nkunku e Gimenez, rimasti a lavorare a Milanello durante la sosta e pronti a incidere.
Rientri chiave: torna Loftus-Cheek
Tra le buone notizie per Allegri c’è il recupero di Ruben Loftus-Cheek, fermo dopo il duro scontro con Corvi. L’inglese rappresenta una risorsa preziosa per fisicità e versatilità, utile sia a centrocampo sia in fase offensiva.
Difficile vederlo titolare, vista la crescita di Fofana, ma il suo ritorno amplia le opzioni a disposizione. Contro una mediana fisica come quella del Napoli, guidata da Anguissa e McTominay, la sua presenza può fare la differenza nei duelli.
Approccio alla gara: pressione alta o attesa?
Un altro tema centrale sarà l’atteggiamento iniziale. Nel derby vinto contro l’Inter, Allegri ha sorpreso tutti scegliendo una pressione alta fin dai primi minuti, rompendo la tradizionale prudenza del Milan.
Una strategia che richiama le grandi notti europee della sua Juventus, come quella contro il Barcellona di Lionel Messi, travolto allo Stadium con la doppietta di Dybala.
Al Maradona, però, lo scenario potrebbe cambiare. Se all’andata fu decisivo abbassarsi per poi colpire in contropiede, questa volta Allegri potrebbe optare per un piano diverso. La sua vera forza resta proprio questa: la capacità di adattarsi e sorprendere.