C’è qualcosa di magico quando il pallone rotola sull’erba dello stadio Maradona. E quando Alisson Santos ha toccato il suo primo pallone in Serie A, il pubblico azzurro ha avvertito un brivido familiare: scatto bruciante, controllo in velocità, uno contro uno cercato senza paura. Una freccia imprendibile.
Nel suo modo di puntare l’uomo e accendersi palla al piede c’è molto di David Neres, senza scomodare paragoni impossibili. La traiettoria sembra simile: entrare a gara in corso e spaccare le partite. Un’arte che Alisson aveva già affinato con lo Sporting CP, dove in Champions League ha segnato tre gol da subentrato, decisivi contro Marsiglia e Athletic Club. Indimenticabile il primo centro europeo contro il Kairat, all’esordio assoluto: il sogno di ogni ragazzo.
A Napoli la storia si è ripetuta. Stop orientato, destro fulminante e corsa sotto la Curva B, con un’esultanza carica di emozione.
Destino azzurro e scelta di cuore
Il debutto in campionato ha il sapore delle favole. A Genova stava per entrare, poi l’espulsione di Juan Jesus ha cambiato i piani di Antonio Conte. Delusione? Solo per pochi minuti. Alisson è stato tra i primi a esultare per il rigore decisivo di Rasmus Højlund.
La prima vera apparizione in azzurro era arrivata in Coppa Italia, con un rigore trasformato oltre il 90’. Personalità e sangue freddo. Napoli l’ha scelta senza esitazioni, e lui ha ricambiato rinunciando agli ottavi europei con lo Sporting per sposare il progetto partenopeo e inseguire la qualificazione alla prossima Champions League.
Il gol contro la Roma può pesare tantissimo nella corsa europea.
Conte ci crede, il Brasile osserva
Conte e il ds Manna lo hanno voluto con decisione. Per Alisson, il Napoli non è una tappa di passaggio ma un punto d’arrivo e, allo stesso tempo, di rilancio. Lo considera un top club mondiale, il palcoscenico ideale per crescere e inseguire il sogno più grande: la maglia del Brasile.
Il commissario tecnico Carlo Ancelotti, legatissimo alla città, osserva con attenzione. In Portogallo qualcuno lo aveva accostato a un giovane Rafael Leão, anche lui esploso allo Sporting. Alisson, però, è cresciuto nel mito di Neymar: fantasia, musica, estro e quella voglia di lasciare il segno.
Nuovo eroe in città?
Passo corto e scatto devastante, difficile da leggere in campo aperto e già con un ottimo feeling con la porta. Domenica si è commosso sotto gli occhi della madre e del suo migliore amico. E intanto Napoli sogna.
C’è la sensazione di trovarsi davanti a un potenziale nuovo idolo. Ora resta un ultimo step: dimostrare di saper fare la differenza anche dal primo minuto.