Serie A

Roma, Baldanzi: “Giocare all’Olimpico è qualcosa di unico”

Le parole del giovane talento giallorosso

Roma, Baldanzi: “Giocare all’Olimpico è qualcosa di unico”

È passato oltre un anno dal suo arrivo nella Capitale, e Tommaso Baldanzi si sente ormai perfettamente integrato nella realtà romanista. Intervistato dal canale YouTube Futbol Emotion, il giovane trequartista ha raccontato alcuni momenti speciali della sua carriera e il suo percorso di crescita personale.

Uno degli aneddoti più sentiti riguarda un pallone custodito in una teca: “È quello della mia prima tripletta tra i professionisti, segnata con l’Under 21 lo scorso ottobre. È stato un raduno bellissimo, pieno di emozioni e divertimento. Ho chiesto ai compagni di firmarlo, perché quel risultato è anche merito loro. Una tripletta non si dimentica mai”.

Sul suo ambientamento a Roma, Baldanzi non ha dubbi: “Giocare all’Olimpico è un’altra cosa rispetto a Empoli. C’è un’atmosfera unica, il calore dei tifosi ti accompagna sempre. Mi sono trovato benissimo”.

Un passaggio chiave della sua stagione è stato il cambio in panchina: “Ranieri è stato fondamentale. Stavamo attraversando un momento difficile e serviva un tecnico con la sua esperienza. Ha saputo toccare le corde giuste e noi siamo stati bravi a seguirlo, inanellando una serie di vittorie importanti”.

Giocare con campioni come Dybala, Paredes o Hummels rappresenta un onore per Baldanzi, che sottolinea soprattutto l’aspetto umano: “Sono persone umili, sempre pronte ad aiutarti. È stimolante allenarsi con loro ogni giorno. E poi ci sono leggende come Totti e De Rossi, che per questa città significano tutto. Avere Daniele come allenatore è stato un privilegio”.

Il ruolo di trequartista è cambiato nel calcio moderno, ma Baldanzi si è adattato: “Ho lavorato molto su me stesso per ampliare le mie capacità, anche in fase difensiva. Ora posso ricoprire più ruoli, anche da mezzala. Mi piace molto giocare con altri profili simili al mio, come Dybala o Soulé”.

Sul futuro, l’obiettivo è chiaro: “Giocare l’Europeo U21 a giugno e far bene, perché per molti di noi sarà la fine di un ciclo. Ma il sogno resta la Nazionale maggiore. Lavoro ogni giorno per arrivarci”.

Infine, un messaggio ai giovani: “Date sempre il massimo e non dimenticate di divertirvi. È questo il cuore del calcio”.

 

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