A Roma qualcuno già sogna perchè a volte il mercato accende suggestioni che sembrano impossibili anche solo da immaginare. Eppure il calcio, da sempre, vive anche di intuizioni fuori dagli schemi, di idee che inizialmente paiono irrealizzabili ma che poi, col tempo, prendono forma.
È il caso dell’ipotesi che porta Mohamed Salah di nuovo alla Roma, una pista che oggi ha i contorni della follia, ma che continua a circolare con insistenza.
L’addio al Liverpool, ufficializzato dopo nove stagioni ricche di successi, apre scenari imprevedibili. Salah lascia Anfield con numeri impressionanti, tra gol, trofei e prestazioni che lo hanno consacrato come uno dei migliori attaccanti della sua generazione. E ora il suo futuro è tutto da scrivere, tra offerte economicamente irraggiungibili per molti club e il desiderio di trovare un progetto che lo stimoli ancora.
Tra le varie opzioni, però, si fa largo una suggestione che profuma di nostalgia. Il ritorno nella Capitale, lì dove Salah ha vissuto due stagioni importanti tra il 2015 e il 2017, lasciando un ricordo ancora vivido tra i tifosi giallorossi. Un legame mai spezzato del tutto, alimentato da prestazioni di alto livello e da un feeling con l’ambiente che va oltre i numeri.
L’ostacolo principale resta quello economico. L’egiziano percepisce uno stipendio fuori portata per i parametri attuali della Roma, che ha fissato un tetto salariale ben più contenuto. Sul tavolo, inoltre, ci sono offerte ricchissime provenienti dall’Arabia Saudita, con Al-Ittihad e Al-Qadsiah pronti a garantire cifre da capogiro. Anche la pista americana resta viva, con il San Diego interessato a portarlo in MLS.
Eppure, nonostante tutto, la Roma resta sullo sfondo. Una scelta che non sarebbe solo tecnica o economica, ma anche personale. La vicinanza all’Egitto, il ricordo positivo della città e un contesto che potrebbe permettergli di vivere ancora da protagonista in Europa. L’idea, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe quella di un eventuale passaggio “di transizione”, magari per una stagione, prima di decidere il futuro definitivo.
Dal punto di vista tecnico, l’operazione avrebbe una sua logica. In un sistema come quello di Gian Piero Gasperini, Salah potrebbe integrarsi senza particolari difficoltà, garantendo qualità, esperienza e gol. La sua collocazione naturale a destra si incastrerebbe con un reparto offensivo in evoluzione, soprattutto considerando le possibili partenze di giocatori chiave.
Resta però una trattativa complessa, forse proibitiva, lontana dai parametri del progetto attuale dei Friedkin, più orientato su profili giovani e sostenibili. Ma il mercato, si sa, non è mai una scienza esatta. E allora quella che oggi sembra solo una suggestione quasi impossibile potrebbe, col tempo, trasformarsi in qualcosa di più concreto. Per ora è soltanto un’idea, affascinante e complicata. Ma nel calcio, a volte, è proprio da queste idee che nascono le storie più sorprendenti.