Una serata destinata a entrare negli annali del calcio francese si consuma al Parco dei Principi, dove il Paris Saint-Germain esce clamorosamente di scena dalla Coppa di Francia già ai sedicesimi di finale. Nel derby della Capitale è il Paris FC a prendersi la scena, imponendosi per 1-0 e scrivendo una pagina storica grazie a Jonathan Ikoné, ex Fiorentina, protagonista inatteso e decisivo di una notte che ribalta ogni pronostico.
La Coppa perde così la sua detentrice e la grande favorita per il successo finale. Otto giorni dopo la vittoria del Psg in campionato, maturata per 2-1 sempre contro i cugini cittadini, arriva una vendetta sportiva tanto sorprendente quanto pesante.
A firmarla è un giocatore che conosce bene i palcoscenici internazionali e che, paradossalmente, non era nemmeno destinato a scendere in campo dal primo minuto. Ikoné, cresciuto proprio nel settore giovanile del Psg e passato in Serie A con le maglie di Fiorentina e Como, parte dalla panchina e viene chiamato in causa al 40’ al posto dell’infortunato Gory.
Luis Enrique sceglie un ampio turnover iniziale, lasciando fuori diversi big come Marquinhos, Joao Neves, Nuno Mendes, Dembélé e Doué. Una decisione che col senno di poi pesa, perché il Psg fatica a trovare ritmo e soluzioni offensive contro un Paris FC ordinato, compatto e determinato a sfruttare ogni minimo spazio. La gara resta bloccata a lungo, con i campioni di Francia incapaci di imporre la loro superiorità tecnica e psicologica.
Nella ripresa il tecnico spagnolo prova a correre ai ripari. A metà secondo tempo entrano in campo Dembélé, Doué e Nuno Mendes nel tentativo di aumentare qualità e velocità sulle corsie. Proprio dieci minuti dopo, però, arriva l’episodio che cambia la storia del match. Kebbal strappa sulla destra e trova il tempo giusto per servire Ikoné, che si inserisce con precisione, controlla il pallone e batte Chevalier in uscita con freddezza. È il gol che fa esplodere il settore ospiti e gela il Parco dei Principi.
Il Psg si riversa in avanti nel finale, spinto dall’orgoglio e dalla necessità di evitare una figuraccia storica. Il forcing è intenso ma disordinato, e il Paris FC resiste con compattezza, chiudendo ogni varco e difendendo con le unghie e con i denti un vantaggio che profuma di impresa. Al triplice fischio è festa grande per gli ospiti, che conquistano la prima, storica vittoria nel Derby della Capitale francese.
Per il Paris Saint-Germain si tratta di un’eliminazione pesantissima, che chiude subito la corsa a un trofeo e apre interrogativi sulla gestione delle rotazioni e sull’atteggiamento mostrato in una competizione che non ammette distrazioni. Per il Paris FC, invece, è una notte da sogno, firmata da un ex Serie A che non doveva nemmeno giocare e che invece diventa l’eroe simbolo di un’impresa destinata a essere ricordata a lungo.