Basta dare un’occhiata al calendario per rendersi conto di quanto accaduto, eppure la sensazione è quella di trovarsi davanti a uno scherzo. Non è il primo aprile, ma il 17 marzo, e la decisione presa dalla Confederation of African Football ha davvero del clamoroso. A distanza di due mesi dalla finale della Coppa d’Africa 2025, vinta sul campo dal Senegal per 1-0, il risultato è stato completamente ribaltato: accettato il ricorso del Marocco, sconfitta a tavolino per i senegalesi, 3-0 assegnato ai padroni di casa e trofeo che cambia così destinatario.
Una svolta inattesa, anche perché in un primo momento la commissione disciplinare aveva respinto il ricorso marocchino, lasciando invariato l’esito maturato sul terreno di gioco. A cambiare tutto è stato però il Board di Appello della CAF, che nella serata di martedì ha deciso di accogliere le proteste della federazione maghrebina, riscrivendo di fatto il finale del torneo e consegnando il titolo ai Leoni dell’Atlante.
L’episodio chiave risale ai minuti di recupero della finale. Dopo la concessione di un calcio di rigore molto discusso in favore del Marocco, poi fallito da Brahim Díaz, la partita è degenerata fino alla decisione del Senegal di abbandonare il campo e rientrare negli spogliatoi. Proprio questo gesto ha rappresentato il punto di svolta della vicenda disciplinare, portando all’accoglimento del ricorso e alla sanzione più pesante.
“Il Comitato d’Appello della Confédération Africaine de Football ha deciso oggi che, in applicazione dell’articolo 84 del Regolamento della Caf Africa Cup of Nations – si legge nel comunicato – la nazionale del Senegal è dichiarata sconfitta a tavolino nella partita finale della TotalEnergies Caf Africa Cup of Nations Marocco 2025, con il risultato di 3-0 a favore della Fédération Royale Marocaine de Football”. Una decisione destinata a far discutere a lungo, non solo per le sue conseguenze sportive ma anche per il precedente che crea, con un trofeo assegnato a tavolino a distanza di settimane dalla sua conclusione sul campo.