Quella che doveva essere una semplice serata tra compagni di Italia si è trasformata in un piccolo caso mediatico. Protagonista Manuel Locatelli, finito al centro delle critiche per una cena condivisa con alcuni giocatori dell’Inter e con Guglielmo Vicario, portiere del Tottenham.
A far discutere è soprattutto la presenza di Alessandro Bastoni, ancora nel mirino di parte del tifo juventino per l’episodio contestato nel recente Inter-Juventus. Insieme a lui anche Nicolò Barella, Federico Dimarco e Pio Esposito: tutti seduti allo stesso tavolo con il capitano bianconero. Una scena normalissima nello spogliatoio azzurro, ma diventata rapidamente virale sui social.
La foto, scattata alla Trattoria da Tullio sulle colline sopra Firenze, ha acceso reazioni sproporzionate. Alcuni tifosi hanno visto nella scelta di Locatelli un gesto fuori luogo, quasi un tradimento simbolico delle rivalità di club. Ma la realtà è molto più semplice.
Nel ritiro di Coverciano, certi confini si annullano. I giocatori condividono obiettivi, esperienze e un percorso comune che va oltre le maglie dei club. Locatelli, tornato centrale nel progetto azzurro dopo l’Europeo vinto e un periodo complicato, ha semplicemente trascorso del tempo con compagni con cui condivide un legame costruito fin dalle giovanili.
Le polemiche nascono da una confusione di piani: quello della rivalità sportiva, sacrosanta in campo, e quello umano, che fuori dal terreno di gioco segue logiche completamente diverse. L’episodio di Bastoni nel derby può far discutere, ma difficilmente può diventare un criterio per scegliere con chi cenare.
Alla fine resta una sensazione chiara: la “tempesta social” è molto più rumorosa che significativa. In un momento delicato, con la Nazionale italiana concentrata su obiettivi importanti, il gruppo resta unito. E forse è proprio questo il segnale più importante, al di là di ogni polemica.