Il tema del possibile ritorno in gioco dell’Italia per i Mondiali in programma tra Canada, Stati Uniti e Messico continua a far discutere. Anche il ministro dello sport Andrea Abodi è intervenuto sulla questione durante la presentazione del progetto ‘Sport Missione Comune’, dichiarando: “Ripescaggio? Mi sembra difficile che possa essere ripescata un’europea e non me lo auguro neanche”. Nonostante le sue parole, l’argomento resta di grande attualità, alimentato soprattutto dalle recenti dichiarazioni provenienti dall’Iran.
Il ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, intervistato dall’agenzia Anadolu, ha ribadito la volontà del suo Paese di disputare le partite del torneo esclusivamente in territorio messicano, evitando quindi sedi statunitensi come Los Angeles e Seattle, già previste dal calendario ufficiale. “La richiesta di spostare le nostre partite in Messico è ancora valida – ha spiegato Donyamali -, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Terremo comunque la squadra pronta per la Coppa del Mondo, anche se la decisione finale spetterà al nostro governo. Le dichiarazioni di Trump sono molto contraddittorie e incoerenti: secondo le normative Fifa, la sicurezza deve essere garantita dal Paese interessato. I Mondiali sono in programma a breve, e queste garanzie sono tutt’altro che scontate. In queste circostanze, la probabilità che l’Iran partecipi alle partite dei Mondiali negli Stati Uniti è molto bassa. Ma se le necessarie garanzie di sicurezza venissero fornite, sarà il nostro governo a prendere la decisione sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali”.
Alle parole iraniane ha replicato anche Donald Trump, che ha commentato in modo piuttosto ambiguo la possibile presenza della nazionale asiatica: “La nazionale dell’Iran è la benvenuta ai Mondiali, ma non credo che sia opportuno che partecipi, per la loro stessa sicurezza e vita”.
Nel frattempo, la federazione calcistica iraniana ha già avanzato ufficialmente alla FIFA la richiesta di modificare le sedi delle proprie gare, proponendo il trasferimento in Messico. Tuttavia, al momento non sono arrivate risposte favorevoli, soprattutto per motivi legati all’organizzazione e alla logistica dell’evento. Considerando che la situazione geopolitica appare ancora lontana da una soluzione definitiva, prende sempre più consistenza l’ipotesi di una possibile rinuncia da parte dell’Iran.
In uno scenario simile, restano molte incognite su cosa potrebbe accadere. Il regolamento vigente, infatti, non stabilisce criteri rigidi ma lascia ampia libertà decisionale, rendendo plausibili diverse opzioni. Tra queste, viene spesso citata anche l’eventualità di un ripescaggio dell’Italia, che per tradizione, seguito internazionale e ranking risulta tra le candidate più forti tra le escluse. La questione resta aperta e particolarmente delicata, anche perché la formulazione dell’articolo 6.7 del regolamento consente interpretazioni flessibili, aprendo così la porta anche a soluzioni non convenzionali come un clamoroso ritorno degli azzurri.