La Juventus non ha mai avuto esitazioni, indipendentemente dalla qualificazione alla prossima Champions League: la linea è sempre stata quella della continuità con Luciano Spalletti. In casa bianconera, infatti, non è mai esistita un’alternativa concreta. A ribadirlo più volte è stato Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy, mentre il direttore sportivo Marco Ottolini lo ha confermato prima della vittoria contro il Genoa: “La decisione è presa, noi siamo felicissimi di continuare con lui indipendente da quello che sarà il verdetto della stagione”.
Piuttosto, qualche dubbio era emerso proprio da parte dell’allenatore, desideroso di ricevere certezze dalla società. Nessuna questione economica, ma la necessità di condividere pienamente il progetto tecnico, di avere rassicurazioni sulla rosa – tra conferme dei giocatori più importanti e rinforzi mirati – e libertà nelle scelte sul campo. Tutte risposte che Spalletti ha ottenuto, maturando così la volontà di chiudere la carriera a Torino nel migliore dei modi, riportando il titolo in bianconero. Questo è stato il punto d’incontro con John Elkann.
L’annuncio ufficiale del rinnovo dovrebbe arrivare entro venerdì, alla vigilia della trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, snodo cruciale nella corsa europea. Per il tecnico si parla di un accordo fino al 2028, con un ingaggio vicino ai sei milioni netti annui. La svolta sarebbe arrivata dopo il successo per 3-0 sul campo del Sassuolo, grazie anche al lavoro di mediazione svolto da Chiellini. Ora resta solo da formalizzare tutto per proseguire nella costruzione di una squadra competitiva.
Il prolungamento viene definito anche senza la sicurezza di partecipare alla prossima Champions e in una stagione ormai priva di impegni nelle coppe. Nonostante ciò, Spalletti ha centrato un obiettivo complesso: ridare entusiasmo a un ambiente scosso dai cambiamenti recenti. Una base importante per la ripartenza, che può trovare soddisfazione nel quarto posto ma anche in una visione più ampia.
In questo scenario si inserisce la scelta del club: affidarsi a un allenatore carismatico e innovativo per tornare a competere ai massimi livelli. Spalletti è consapevole che la prossima stagione rappresenterà una sfida diversa, con lo scudetto non più come semplice richiamo storico, ma come traguardo concreto. Il suo stipendio crescerà oltre i cinque milioni, con bonus che potranno portarlo a sei fino al giugno 2028. Parallelamente, aumenteranno anche le ambizioni: la qualificazione in Champions influenzerà il mercato, mentre in caso contrario serviranno idee e creatività, con il tecnico toscano al centro del progetto.
A spingerlo, inoltre, c’è stato anche il calore dello stadio: durante la sfida contro il Genoa, i tifosi lo hanno sostenuto con cori ripetuti, riconoscendogli il ruolo di guida per il futuro della squadra.