Novanta minuti vissuti sulle montagne russe, tra paura, orgoglio e rimpianti. Bologna-Celtic finisce con un pareggio per 2-2 che lascia sensazioni contrastanti: i rossoblù hanno rischiato seriamente il ko, sono finiti sotto di due reti, ma hanno trovato la forza di rimettere in piedi la gara. Alla fine, l’1-1 maturato al Dall’Ara non soddisfa del tutto, perché per quanto visto nella ripresa la squadra di Vincenzo Italiano avrebbe potuto anche completare la rimonta e portare a casa i tre punti.
Ancora una volta il Bologna ha dovuto inseguire, pagando disattenzioni difensive che stanno diventando un tema ricorrente. Il Celtic ne ha approfittato, colpendo anche su palla inattiva, prima che l’inerzia del match cambiasse grazie alla reazione dei padroni di casa e alla superiorità numerica. Da quel momento, la gara ha assunto un volto completamente diverso, con il Bologna stabilmente nella metà campo avversaria e capace di creare occasioni in serie.
Nel post-partita, Italiano non nasconde luci e ombre della prestazione: “Non possiamo partire sempre con l’handicap. Anche oggi siamo andati sotto di un gol, poi potevamo anche trovare il pareggio ma siamo stati disattenti su un corner. Anche grazie alla superiorità numerica abbiamo preso in mano la partita e creato un’infinità di situazioni: bravi a fare due gol e ne potevamo fare altri 4 o 5. Spiace regalare sempre qualcosa agli avversari, è un periodo che puntualmente andiamo sotto e puntualmente dobbiamo fare una grandissima partita sotto l’aspetto tecnico e del temperamento. Oggi ce l’abbiamo fatta, ma il terzo gol non è arrivato. Resta il fatto che non possiamo sempre iniziare le partite sotto di un gol e non possiamo sempre cercare di fare gli straordinari. Speriamo di trovare la soluzione perché così diventa tutto complicato. Ci teniamo stretta la reazione da grande squadra e il carattere che ogni volta mettiamo in mostra”.
Al di là del risultato, il Bologna esce dal campo con la consapevolezza di potersela giocare anche in Europa League. Il percorso continentale resta aperto e alimenta ambizioni importanti, come conferma lo stesso allenatore: “In questa competizione ci sono situazioni in cui possiamo soffrire meno: tutti giocano a viso aperto, nessuno prova a speculare, e nel momento in cui è così noi fatichiamo meno. Ma dobbiamo trovare le contromosse contro squadre che non ci fanno esprimere come vogliamo: serve più attenzione e applicazione, il salto di qualità si fa se ognuno di noi fa meno errori”.