All’indomani dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio, Adriano Galliani ha commentato con amarezza la situazione del calcio azzurro, intervenendo ai microfoni di Sky Sport. Le sue parole riflettono il sentimento diffuso tra i tifosi: “C’è un po’ di tristezza, come per tutti gli italiani. Ma il calcio e lo sport in generale è questa cosa qui“.
Galliani ha sottolineato il contrasto emotivo vissuto nel giro di pochi giorni, passando dall’entusiasmo per i successi sportivi italiani alla delusione calcistica: “Dopo una domenica meravigliosa, con le vittorie in Formula 1, in MotoGp e di Sinner, è arrivato un martedì tristissimo. Penso sia tutto ciclico, quando vinceva il calcio non vincevano gli altri sport“. Un’analisi che invita a guardare lo sport nel suo insieme, evidenziando come i momenti di successo e difficoltà si alternino nel tempo.
Senza entrare nel merito delle responsabilità specifiche, l’ex dirigente del Milan ha preferito mantenere una posizione prudente: “Aldilà di analizzare di chi siano le colpe, penso ci sia una ciclicità ed è un po’ come il mulino che gira. Non voglio unirmi ad altri commenti“. Un atteggiamento che evita polemiche immediate, ma lascia spazio a una riflessione più ampia.
Galliani ha poi evidenziato un cambiamento strutturale rispetto al passato: “Sicuramente è cambiato tutto rispetto agli anni 90′, con le vittorie dei club e delle nazionali. La nazionale è figlia del campionato e oggi sono pochi i giocatori selezionabili, la Serie A è ormai un campionato di transito e non di arrivo come in passato“.
Infine, ha concluso con una visione generale sul movimento calcistico: “E’ tutto il livello del fenomeno calcistico che si è abbassato, ma serve uno sguardo a 360 gradi e non dire soltanto che è colpa del presidente federale“. Una riflessione che invita a considerare il problema nella sua complessità.