L’Inter alloggia al lussuoso Four Season, mentre Inzaghi prosegue la sua avventura a capo dell’Al Hilal, un club che sta crescendo a dismisura. Il tecnico, che si definisce sereno e lontano dalle pressioni italiane, ha imparato a chiamare il centro sportivo del club un “Paradiso”. Nonostante le 13 vittorie consecutive e la vetta della Champions asiatica, Inzaghi ha voglia di rivedere i volti noti del club che ha allenato per anni.
Il suo mondo saudita è fatto di corsi di inglese, allenamenti intensi e una vita in un “compound” residenziale, dove vive con la famiglia e lo staff storico (Farris, Ripert, Siviglia e altri). L’Al Hilal è secondo in campionato dietro all’Al-Nassr di Ronaldo, che affronterà a gennaio.
Mentre l’Inter si prepara alla semifinale contro il Bologna, le condizioni per un saluto con Inzaghi ci sono tutte. Sarà un “C’eravamo tanto amati” a distanza ravvicinata, un capitolo inaspettato di questa trasferta saudita, dove il calcio italiano si intreccia con il mondo in trasformazione dell’Arabia Saudita. Il tecnico ritroverà con piacere la squadra che ha allenato per quattro stagioni, nonostante il discusso addio dello scorso giugno, subito dopo aver perso la finale Champions nella debacle con il Psg.
I rapporti con Marotta e Ausilio restano ottimi, così come quelli con i giocatori: ecco perché l’incontro sarà all’insegna della cordialità, proprio come si fa tra amici che non si vedono da un po’ di tempo.