Impatto sul bilancio

Inter, un’eliminazione che porterà a delle cessioni importanti?

Ai conti dell'Inter mancano ora undici mln garantiti dal passaggio sfumato agli ottavi, e circa nove dagli incassi del botteghino.

Inter, un’eliminazione che porterà a delle cessioni importanti?

E ora cosa succederà all’Inter del futuro prossimo? Potrebbero esserci delle cessioni importanti in vista del mercato estivo? Le parole erano state chiare, quasi preventive. Beppe Marotta aveva messo le mani avanti già prima del verdetto europeo: “Anche se dovessimo uscire, l’aspetto bilancistico lo andremmo a rimediare in corsa. Non è assolutamente un problema”. Un’affermazione netta, pronunciata con la consueta sicurezza. Eppure l’eliminazione dalla UEFA Champions League contro il Bodø/Glimt lascia un segno tangibile nei conti nerazzurri: circa venti milioni di euro che non entreranno nelle casse del club.

Undici milioni sarebbero stati garantiti dall’accesso agli ottavi di finale, mentre altri nove sarebbero arrivati dall’incasso del botteghino di una sfida europea che a San Siro avrebbe assicurato il consueto pienone. Una cifra non strutturalmente devastante, ma comunque significativa in un sistema che basa una fetta sempre più consistente della propria sostenibilità proprio sui ricavi continentali. L’Europa, oggi, non è solo prestigio sportivo: è una voce centrale di bilancio.

Come si colma dunque il vuoto? Le variabili sono molteplici. Una parte potrebbe essere compensata dai successi nazionali, tra Coppa Italia e campionato, ma si tratta di traguardi da conquistare e comunque non sufficienti, da soli, a pareggiare il mancato introito europeo. È più realistico immaginare che, come accaduto nelle ultime stagioni, il mercato estivo torni ad avere un ruolo decisivo nella quadratura dei conti.

Le strategie dipenderanno dalle offerte e dalle opportunità. In un’estate che si preannuncia delicata, anche i nomi più pesanti potrebbero finire sotto osservazione. Marcus Thuram, Hakan Çalhanoğlu e Nicolò Barella arrivano da una stagione al di sotto delle aspettative e, sebbene restino punti di riferimento tecnici, non sono più blindati come un tempo. La crescita interna offre alternative: l’esplosione annunciata di Francesco Pio Esposito potrebbe ridisegnare le gerarchie offensive, riducendo gli spazi proprio per Thuram, che già un anno fa era stato accostato alla Juventus.

Anche la posizione di Çalhanoğlu, dopo un’estate segnata dalle voci di un ritorno in Turchia, resta da monitorare. E poi c’è Davide Frattesi, ciclicamente al centro di interessi di mercato ma sempre rimasto ad Appiano. In realtà, davanti a proposte economicamente rilevanti, nessuno appare davvero incedibile.

Il calcio italiano vive una fase in cui la sostenibilità è diventata parola chiave. L’Inter non fa eccezione. Se è vero che il management confida di riequilibrare il bilancio in corsa, è altrettanto evidente che quel meno venti in entrata impone riflessioni concrete. Le prossime settimane diranno se basteranno i risultati sul campo o se, ancora una volta, sarà il mercato a dettare le scelte più delicate.