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Gattuso non intende rinunciare a Bastoni

Nonostante le polemiche e i fischi che accompagnano l'interista dopo il caso-Kalulu, il CT lo considera un punto fermo della Nazionale

Gattuso non intende rinunciare a Bastoni

Alessandro Bastoni continua a ritrovarsi al centro dell’attenzione, suo malgrado, in ogni giornata di Serie A, ma a Gattuso questo non interessa. La sfida Inter-Juventus si è conclusa da tempo, eppure ogni volta che tocca il pallone viene accolto dai fischi. Situazioni simili si sono ripetute a Lecce in campionato e a Como in Coppa Italia. Qualche tregua l’ha trovata a Glimt, dove ai norvegesi poco interessano le polemiche del calcio italiano (anche se i giornali locali lo hanno punzecchiato), e naturalmente nelle partite a San Siro, dove ha ricevuto l’affetto dei tifosi nerazzurri. Ora si avvicina il derby contro il Milan in casa, e non è difficile immaginare che la partita non sarà semplice. Per chi vive di calcio questi episodi fanno parte del gioco, ma con la potenza dei social network le critiche e le polemiche tendono a durare molto più a lungo.

Bastoni ha sbagliato a esultare dopo aver ingannato l’arbitro, ma allo stesso tempo dovrebbe avere il diritto di essere dimenticato. Il problema principale è che il suo gesto ha avuto conseguenze dirette sulla Juve e sul Milan, due squadre con ancora forti ambizioni di titolo tricolore e tifoserie molto numerose. L’eco del suo comportamento ha quindi raggiunto anche i sostenitori delle altre squadre, come dimostrano i fischi ricevuti a Lecce e Como. Si tratta di un caso interessante da analizzare, considerando che il calcio raramente può essere descritto come un mondo dove le influenze sull’arbitro non esistono.

Chi conosce bene questi meccanismi, e non cede ai falsi moralismi, è il ct della nazionale Gattuso, che non ha avuto alcun dubbio nel convocare l’interista per la partita (o le partite) che definiranno l’accesso ai prossimi mondiali. Il termine “uomo di campo” viene spesso usato a sproposito, ma il commissario tecnico attuale, per esperienza e coerenza, incarna perfettamente questa definizione. La gestione del gruppo e la capacità di distinguere tra colpa sportiva e giudizio morale fanno di Gattuso un esempio di equilibrio in un ambiente sempre pronto a giudicare con eccessiva severità.