Futuro roseo

Gasperini, un anno di Roma: obiettivo un futuro da top

Gian Piero Gasperini arrivato tra molto scetticismo dopo il passato all'Atalanta ha conquistato definitivamente il cuore dei tifosi.

Gasperini, un anno di Roma: obiettivo un futuro da top

Dodici mesi sono bastati per trasformare diffidenza e perplessità in entusiasmo e fiducia. Quando Gian Piero Gasperini è arrivato sulla panchina della Roma, una parte consistente dell’ambiente giallorosso guardava alla sua nomina con sospetto. Oggi, a distanza di un anno, il tecnico piemontese si ritrova invece al centro di un progetto che ha già regalato una soddisfazione enorme: la qualificazione in Champions League. Un traguardo che porta chiaramente la sua firma e che rappresenta il punto più alto di una stagione intensa, complessa e ricca di ostacoli superati.

L’avventura di Gasperini nella Capitale è iniziata ufficialmente il 6 giugno dello scorso anno, quando il club ne annunciò l’ingaggio attraverso una nota ufficiale. «L’ As Roma è lieta di annunciare Gian Piero Gasperini come nuovo responsabile tecnico della prima squadra. La carriera di Gasperini è stata finora caratterizzata da tattiche innovative, cultura del lavoro e una straordinaria capacità di valorizzare i giocatori. La proprietà e Claudio Ranieri sono convinti che sia l’uomo giusto per questo incarico».

Le parole della società, tuttavia, non bastarono a dissipare immediatamente i dubbi della piazza. Il passato all’Atalanta, alcune polemiche maturate negli anni precedenti, la vicenda Ndicka e dichiarazioni rimaste indigeste a molti tifosi avevano creato un clima tutt’altro che favorevole. Lo dimostrarono anche alcuni striscioni comparsi nei pressi dello stadio Olimpico nei giorni precedenti all’ufficializzazione, segnali evidenti di una freddezza iniziale che sembrava difficile da superare.

Gasperini, però, ha scelto una strada semplice: lavorare. Nessuna polemica, nessuna risposta alle contestazioni. Soltanto il campo, il metodo e la convinzione che i risultati avrebbero fatto il resto. Una convinzione confermata dalle sue stesse parole pronunciate nei giorni scorsi: «L’aver conquistato la credibilità dei tifosi per me vale come uno scudetto».

Parallelamente all’attività quotidiana a Trigoria, il tecnico ha cercato di conoscere e vivere Roma in profondità. Ha scelto i Parioli come quartiere di residenza, ha frequentato alcuni dei locali più conosciuti della città e ha iniziato a costruire rapporti anche fuori dal centro sportivo. Emblematica, in questo senso, la cena con Francesco Totti, diventata uno dei simboli del suo progressivo inserimento nell’ambiente romanista.

A facilitare tutto è stato soprattutto il rendimento della squadra. Fin dalle prime settimane la Roma ha mostrato segnali incoraggianti, riuscendo gradualmente a conquistare risultati importanti. Decisive, sotto il profilo emotivo, le vittorie nei due derby stagionali, successi che hanno ulteriormente rafforzato il legame tra l’allenatore e la tifoseria.

Il percorso, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Gli infortuni, in particolare nel reparto offensivo, hanno complicato i piani tecnici per lunghi tratti della stagione. A questo si sono aggiunte alcune incomprensioni con Claudio Ranieri e con il direttore sportivo Frederic Massara. «È stato un anno duro, tante difficoltà non me le aspettavo», ha ammesso più volte Gasperini. E ancora: «Adesso dobbiamo analizzare questo fair play finanziario, perché forse all’inizio non ci siamo capiti bene».

Nonostante tutto, il tecnico è riuscito a compattare il gruppo e a costruire uno spogliatoio solido. Un lavoro che ha voluto celebrare personalmente dopo il raggiungimento della Champions League, organizzando un brunch a Trigoria durante il quale ha ringraziato e valorizzato tutti i componenti della rosa.

Adesso inizia una nuova fase. Dopo aver conquistato la fiducia dell’ambiente e riportato la Roma nell’élite europea, Gasperini guarda oltre. Se un anno fa chiedeva giocatori «forti, giovani e pimpanti», oggi ritiene necessario aggiungere esperienza internazionale e personalità a una rosa chiamata a competere su più fronti. I nomi seguiti dal club, da Greenwood a Paixao, passando per Ruggeri e Summerville, vanno proprio in questa direzione.

La sensazione è che il tecnico abbia ormai trovato nella Roma la dimensione ideale per sviluppare il proprio progetto. E quel progetto ha un orizzonte preciso, dichiarato senza esitazioni: «L’obiettivo è vincere nell’arco di tre anni». Una frase che sintetizza perfettamente ambizioni e prospettive. Perché il primo capitolo della storia tra Gasperini e la Roma è stato soltanto l’inizio.