Mondiali, ore 21

Francia-Senegal, Mbappé cerca gloria e riscatto con i Bleus

Inizia stasera il Mondiale dei transalpini: Deschamps si aggrappa al campione del Real Madri, reduca da una stagione molto complicata.

Francia-Senegal, Mbappé cerca gloria e riscatto con i Bleus

Un Mondiale per fare la storia con la Francia e, allo stesso tempo, cancellare le ombre di una stagione amara. Kylian Mbappé arriva alla rassegna iridata con una doppia missione: conquistare un altro primato personale e rilanciarsi dopo un’annata complicata con il Real Madrid.

Tra eliminazioni dolorose, critiche sempre più insistenti, polemiche mediatiche e i fischi del Bernabeu, il fuoriclasse francese ha vissuto mesi difficili. Eppure nulla sembra intaccare la sua proverbiale fiducia nei propri mezzi. In Spagna lo hanno persino soprannominato “El Dictador”, ma Mbappé continua a procedere per la sua strada, forte di un’autostima che da sempre rappresenta uno dei suoi tratti distintivi.

La caccia al record di Klose

Il Mondiale offre al capitano della Francia un obiettivo straordinario: diventare il miglior marcatore nella storia della competizione.

A 27 anni, Mbappé ha già realizzato 12 gol in 14 partite mondiali, un rendimento impressionante che lo pone a sole quattro reti dal primato detenuto da Miroslav Klose, fermo a 16 centri in 24 presenze.

I numeri raccontano una crescita eccezionale. Le sue dodici reti eguagliano già quelle segnate da Pelé nell’arco di tre Mondiali, mentre Lionel Messi ha chiuso la propria avventura con 13 gol in 26 partite e Cristiano Ronaldo si è fermato a 8 reti in 22 incontri.

Qualche settimana fa, però, Mbappé aveva ridimensionato il tema con apparente semplicità.

«Per me è qualcosa di surreale. So che la gente ne parla, ma non ci penso. Il Mondiale è il torneo delle stelle e poter ambire a questo record a 27 anni è qualcosa che sento ancora molto lontano. Il mio obiettivo è aiutare la squadra».

Prima di Klose, però, il francese supererà quasi certamente anche Olivier Giroud, fermo a 57 reti con la maglia dei Bleus, appena una in più rispetto alle 56 già segnate da Mbappé.

L’ombra del Real Madrid

Dietro la rincorsa ai record si nasconde però un’altra storia, molto più personale.

Mbappé era arrivato a Madrid due anni fa con l’ambizione di conquistare la Champions League e diventare il simbolo assoluto del nuovo Real. Invece, le ultime due edizioni della coppa sono finite proprio nelle mani del Paris Saint-Germain, il club che lui aveva lasciato.

Il paradosso è evidente: negli ultimi cinque anni Real Madrid e Psg hanno vinto quattro Champions League, ma Mbappé si è ritrovato quasi sempre dalla parte sbagliata della storia.

Anche le statistiche alimentano il dibattito. Negli ultimi anni Luis Enrique, Carlo Ancelotti e Thomas Tuchel hanno conquistato cinque Champions League complessive: tutti hanno allenato Mbappé, nessuno l’ha vinta insieme a lui.

Un dettaglio che, inevitabilmente, ha alimentato ironie e critiche.

La Francia come rifugio

Con la nazionale il discorso cambia completamente.

Mbappé ritrova un ambiente che lo valorizza e un commissario tecnico, Didier Deschamps, con il quale esiste un rapporto di grande sintonia. Un percorso che si concluderà proprio dopo questo Mondiale, quando sulla panchina francese arriverà Zinedine Zidane.

Il capitano dei Bleus si riprende anche un ruolo che sente più suo: quello di centravanti assoluto.

Al Real Madrid ha spesso dovuto adattarsi alla convivenza con Vinicius, accettando una posizione che non ha mai realmente gradito. Non a caso anche Florentino Perez ha recentemente ammesso che il francese non è stato utilizzato nel ruolo che gli si addice maggiormente.

Una Francia costruita attorno a lui

Deschamps non ha dubbi: Mbappé resta il leader tecnico ed emotivo della squadra.

Attorno a lui ruoterà un attacco straordinario composto da Ousmane Dembélé, Michael Olise e Désiré Doué, tutti pronti ad adattare il proprio gioco alle esigenze del capitano.

È quasi un effetto domino: Dembélé nel Paris Saint-Germain si è trasformato da esterno a centravanti, Olise nel Bayern Monaco parte solitamente da destra, mentre Doué si è ritagliato un ruolo diverso rispetto alle abitudini di club.

Tutti i movimenti offensivi finiscono per convergere su Mbappé.

Ed è proprio questa la differenza tra Francia e Real Madrid. In Spagna viene accusato di accentrare troppo il gioco e di pensare esclusivamente a sé stesso. Con i Bleus, invece, la sua leadership è considerata una risorsa imprescindibile.

Per questo il ritiro della nazionale rappresenta quasi una seconda casa. E il Mondiale può diventare il balsamo perfetto per lasciarsi alle spalle una stagione complicata.

Il tempo delle polemiche madrilene può attendere. Adesso, per Mbappé, c’è soltanto una priorità: tornare a conquistare il mondo.