Le parole

Spalletti: “Rinnovo? Non ho fatto nulla per meritarlo”

Luciano Spalletti ha parlato alla vigilia della sfida di Torino contro il Benfica di Mourinho. Fondamentale per i bianconeri trovare i tre punti.

Spalletti: “Rinnovo? Non ho fatto nulla per meritarlo”

La notte europea torna ad accendersi allo Stadium e per la Juventus non è una semplice tappa del calendario, ma un passaggio che può indirizzare l’intero cammino in Champions League. Domani sera a Torino arriva il Benfica di José Mourinho, avversario carico di storia e personalità, per una sfida che vale molto più dei tre punti.

Vincere contro i portoghesi e poi contro il Monaco consentirebbe ai bianconeri di presentarsi ai play off da testa di serie, con la possibilità, seppur legata a incastri complessi, di tenere ancora aperta la porta della qualificazione diretta agli ottavi.

Luciano Spalletti lo sa bene e non nasconde il peso specifico dell’impegno. “Quando si gioca contro squadre come il Benfica si affronta un pezzo di storia del calcio, un’identità. Le squadre portoghesi ti inseriscono nel loro ritmo, se non stai attento ci finisci dentro e quando te ne accorgi è tardi. Mi aspetto che i nostri calciatori siano pronti”, ha spiegato il tecnico alla vigilia. Parole che raccontano la difficoltà di un match in cui la Juventus dovrà essere lucida e aggressiva, evitando di farsi trascinare nei meccanismi avversari.

La partita sarà inevitabilmente anche il confronto tra due allenatori che hanno segnato il calcio europeo degli ultimi vent’anni. Spalletti e Mourinho tornano a incrociarsi, portandosi dietro una storia fatta di scintille e stima reciproca. “Con José c’è stato un primo periodo dove ci siamo detti qualcosa, più lui di me, poi ci siamo stimati e apprezzati. Sarà un piacere rincontrarlo, nelle partite dove c’è Mourinho si alza il volume del calcio. Per me essere sull’altra panchina è motivo d’orgoglio”.

L’ex ct ha poi sottolineato quanto la presenza del tecnico portoghese renda ogni sfida imprevedibile: “Contro di lui ci si aspetta sempre qualcosa di differente, è una sfida importante per noi e per loro: è uno scontro diretto. Mi aspetto un Benfica aggressivo, saranno costretti, come noi, a mettere una propria identità nella gara. Sono convinto che verrà fuori una sfida interessante”.

Non potevano mancare le domande sul mercato e sulle difficoltà legate agli infortuni, ma Spalletti ha scelto la linea della calma e della coerenza. “Con la dirigenza ci vediamo ogni giorno. Stamattina è venuto pure Comolli al nostro allenamento. Sono domande che dovete fare a loro, ma non mi aspetto proprio nulla.

Si va avanti con tranquilla coerenza e fiducioso di poter andare a lottare per i nostri obiettivi con i giocatori che ho trovato qua. Poi è chiaro che gli infortuni possono far pensare ad altro, ma io sono contento dei giocatori che ho a disposizione”.

Anche sul suo futuro, il tecnico non si è sbilanciato: “Firmare in bianco? Non sono pronto a niente e questo dubbio ve lo risolverò l’ultima settimana del nostro rapporto. Noi andiamo avanti con coerenza e non ho fatto niente per meritarmi quello che voi auspicate. Nel calcio si cambiano idee facilmente e la Juventus ha avuto allenatori fortissimi. Le valutazioni verranno fatte alla fine”.

La Juventus ha già avuto un assaggio del calcio portoghese in questa Champions contro lo Sporting Lisbona e Spalletti si aspetta continuità nelle prestazioni. “Mi aspetto di vedere quello che vedo tutti i giorni. I calciatori si divertono a sviluppare gli allenamenti e io mi diverto a vedere loro entusiasti. Le squadre portoghesi si assomigliano un po’ fra loro, se le scelte non saranno nette e dirette si rischia di rimanere intrappolati nelle loro ragnatele”.

Sul Benfica, infine, un’ultima riflessione che riporta il focus sul campo: “Figuratevi se io posso analizzare una squadra di Mourinho. Possono giocarsela contro chiunque. Io mi concentro su quello che deve fare la Juve. Il calcio portoghese è un calcio che è sempre piaciuto a tutti perché si prova a far viaggiare la palla il più veloce possibile”.

Domani sera, tra calcoli di classifica e incroci di personalità, la Juventus è chiamata a una prova di maturità europea. Contro il Benfica non basterà il nome, servirà una prestazione all’altezza delle ambizioni.