Super sfida

Sarà ancora Real Madrid-Manchester City: Mbappè in dubbio

Kylian Mbappè non è certo di scendere in campo in uno di quegli appuntamenti che ormai da anni si sta ripetendo in continuazione.

Sarà ancora Real Madrid-Manchester City: Mbappè in dubbio

Mbappè potrebbe non esserci, la grande sfida tra Real Madrid e Manchester City sì!

I due colossi calcistici si ritrovano ancora una volta faccia a faccia in Champions League. Negli ultimi anni è diventata quasi una tradizione europea: due delle squadre più forti del continente destinate a incrociarsi quando la competizione entra nella sua fase decisiva.

Il primo atto andrà in scena mercoledì al Bernabeu, con il ritorno previsto la settimana successiva a Manchester. Un confronto che, in fondo, sembra dare ragione a una vecchia provocazione di Florentino Perez. Quando nel 2021 lanciò il progetto della Superlega nel suo salotto televisivo preferito, il presidente del Real Madrid spiegò che uno dei motivi della nuova competizione sarebbe stato garantire più sfide tra club dello stesso livello. La Superlega non è mai nata, ma il destino continua a proporre sfide di altissimo profilo tra i Blancos e la squadra di Pep Guardiola.

Il contesto stagionale racconta due percorsi differenti. Il Manchester City è ancora in corsa su tutti i fronti e può ambire a un clamoroso poker di trofei. In Premier League è secondo a sette punti dall’Arsenal con una partita ancora da recuperare, in FA Cup ha raggiunto i quarti di finale e in League Cup si giocherà il titolo il 22 marzo proprio contro l’Arsenal. Anche in Champions la squadra di Guardiola si presenta con ambizioni altissime. Il Real Madrid, invece, ha vissuto una stagione più tormentata. A gennaio ha perso la Supercoppa di Spagna con Xabi Alonso in panchina e con Alvaro Arbeloa è stato eliminato dalla Coppa del Re. In Liga i Blancos inseguono il Barcellona a quattro punti di distanza.

La forma recente sembra premiare gli inglesi. Il City non perde da undici partite, una striscia positiva costruita con nove vittorie e due pareggi. Il Real Madrid di Arbeloa, invece, ha alternato risultati più incerti: nelle ultime tredici partite sono arrivate quattro sconfitte e nove vittorie. L’ultimo successo, ottenuto venerdì a Vigo, è maturato soltanto al 94’ grazie a un episodio fortunato. Un risultato arrivato nonostante una situazione d’emergenza: ben dieci assenti tra squalificati e infortunati.

Tra questi spiccano due nomi pesantissimi. Jude Bellingham è fermo per un problema fisico che lo terrà fuori a tempo indeterminato, mentre Kylian Mbappè resta il grande dubbio della vigilia. Le condizioni dell’attaccante francese continuano a oscillare tra ottimismo e prudenza. Secondo diversi media francesi, Mbappé avrebbe un problema serio a un legamento del ginocchio sinistro e continuare a giocare potrebbe addirittura mettere a rischio la sua partecipazione al prossimo Mondiale. Dal Real Madrid filtra comunque una certa fiducia: il giocatore starebbe facendo di tutto per essere in campo nella sfida del Bernabeu.

Situazione diversa per Guardiola, che nelle ultime settimane ha potuto gestire le energie della sua rosa con grande rotazione. Nell’ultima gara contro il Newcastle ha cambiato addirittura dieci uomini rispetto alla formazione che pochi giorni prima aveva pareggiato contro il West Ham. Erling Haaland è rimasto addirittura a casa, mentre Matheus Nunes è stato l’unico titolare confermato. Nonostante lo svantaggio iniziale, il City ha rimontato grazie alla doppietta di Marmoush, dimostrando ancora una volta la profondità della propria rosa. Durante quella partita Guardiola ha rimediato il sesto cartellino giallo stagionale e dovrà scontare due giornate di squalifica. «Io voglio tutti i record del calcio inglese, compreso quello dell’allenatore più ammonito» ha scherzato il tecnico catalano.

Per Guardiola il ritorno al Bernabeu non ha più il sapore delle sfide infuocate di un tempo. Quando sedeva sulla panchina del Barcellona, gli scontri con il Real Madrid di José Mourinho avevano un significato che andava oltre il calcio, tra rivalità sportive, tensioni politiche e differenze filosofiche. Oggi il confronto tra Real e City è soprattutto una battaglia calcistica ed economica. La qualificazione garantisce prestigio e risorse importanti, mentre l’eliminazione rischia di lasciare pesanti strascichi.

La storia recente di questo confronto racconta una rivalità ormai consolidata. Un anno fa, nei playoff, Carlo Ancelotti travolse il City con un 6-3 complessivo vincendo entrambe le partite. Nel 2024, nei quarti di finale, il Real passò ai rigori dopo due pareggi prima di conquistare la quindicesima Champions della sua storia. Nel 2023, invece, fu il City ad avere la meglio con un clamoroso 5-1 complessivo in semifinale prima di andare a vincere il trofeo.

E impossibile dimenticare la semifinale del 2022, quando il Real riuscì in una rimonta incredibile al Bernabeu nei minuti finali, ribaltando la sfida e volando verso un’altra Champions. Questa volta il destino è già scritto: una delle due squadre che hanno vinto tre delle ultime quattro edizioni della competizione sarà fuori il 15 marzo. E per il calcio europeo sarà comunque la fine di un’altra grande storia.