Servirà un’impresa vera, di quelle che hanno scritto la leggenda del Liverpool. Dopo lo 0-2 dell’andata contro il Paris Saint-Germain, i Reds si aggrappano alla loro storia e alla fiducia di Dominik Szoboszlai: «Ci credo davvero», ha dichiarato il centrocampista, provando a scuotere un ambiente che vive uno dei momenti più delicati degli ultimi anni.
Le parole però si scontrano con la realtà. A Parigi, il Liverpool è stato dominato ben oltre il risultato finale, mostrando limiti evidenti. E ad Anfield si respira un clima pesante: gli addii annunciati di Mohamed Salah e Andrew Robertson, insieme alla posizione sempre più fragile di Arne Slot, mettono pressione a una squadra che sembra aver perso identità. Sullo sfondo, cresce il nome di Xabi Alonso come possibile successore.
Eppure, la storia insegna che il Liverpool non muore mai in Champions League. Dalla finale di Finale di Champions League 2005 al miracolo contro il Barcellona nel 2019, Anfield è stato teatro di rimonte impossibili. Ma quella squadra aveva un’anima feroce, una mentalità che oggi sembra smarrita.
I numeri raccontano una stagione complicata: 16 sconfitte complessive e una prestazione all’andata con appena il 26% di possesso palla, simbolo di una resa quasi anticipata. Slot prova a difendere il lavoro fatto, ricordando le buone prestazioni nelle grandi partite, ma la continuità è mancata.
Dall’altra parte, il Paris Saint-Germain arriva con tutt’altro spirito. La squadra di Luis Enrique vuole la consacrazione definitiva dopo il trionfo della scorsa stagione. Per la prima volta quest’anno, il tecnico spagnolo è pronto a confermare lo stesso undici, segno di fiducia totale in un gruppo che ha dimostrato superiorità tecnica e mentale.
Ma guai a sottovalutare la sfida. «È una trappola», avverte Luis Enrique. Il piano è chiaro: niente gestione, ma attaccare ancora, cercare il gol e chiudere il discorso qualificazione.
Sarà una battaglia tra passato e presente: da una parte un Liverpool che cerca redenzione, dall’altra un Psg che punta a diventare una dinastia europea.
Anfield è pronto a spingere. Ma questa volta, per i Reds, servirà molto più della storia.