Cinque schiaffi all’andata pesano come un macigno, ma la Juventus non vuole alzare bandiera bianca. Dopo il 5-0 incassato a Istanbul contro il Galatasaray, la squadra guidata da Luciano Spalletti è chiamata a un’impresa che, nella storia delle italiane, non è mai riuscita: ribaltare un passivo così pesante.
Niente proclami, niente slogan da film. La parola d’ordine è una sola: segnare. Perché per riaprire davvero i giochi serviranno almeno tre reti di scarto, cancellando lo “spread” maturato sul Bosforo.
Yildiz al centro del progetto
La speranza bianconera porta il nome di Kenan Yildiz. Il talento turco, bersagliato di colpi nella gara d’andata, convive con un polpaccio dolorante ma non ha alcuna intenzione di fermarsi proprio adesso. Spalletti ne ha esaltato la leadership, il numero dieci ha risposto sul campo, chiudendo l’ultimo allenamento con un segnale chiaro al tecnico: è pronto.
Partirà sulla sinistra, ma il suo raggio d’azione sarà totale: alle spalle di David, da falso nove o tra le linee per accendere la manovra. La caccia al gol passa dalle sue intuizioni e dalla sua capacità di dialogare con i compagni nei momenti chiave.
Servono armonia e concretezza
Accanto a Yildiz, David dovrà trovare un’intesa immediata e feroce sotto porta. A Conceiçao il compito di spaccare la partita con tecnica e temperamento, saltando l’uomo e creando superiorità.
Poi c’è McKennie, l’uomo ovunque: già decisivo nel primo round in una posizione inedita, ora chiamato a inserirsi da lontano e colpire senza dare punti di riferimento.
Dalla panchina, le energie fresche di Boga e Zhegrova potranno cambiare ritmo alla sfida nel momento più delicato. E attenzione anche alle conclusioni dalla distanza: Thuram, Locatelli e Koopmeiners hanno il tiro per sorprendere e modificare l’inerzia del match.
Spalletti tra realismo e fiducia
L’ex ct azzurro non si nasconde: qualcosa si è inceppato dopo la trasferta di Bergamo in Coppa Italia, ma il lavoro fatto prima del “febbraio nero” non va dimenticato. L’obiettivo è ritrovare quella Juventus brillante e leggera che aveva riacceso l’entusiasmo dell’ambiente.
Prima il Galatasaray, poi la Roma in campionato: due incroci pesanti, da affrontare uno alla volta. Il mantra è chiaro: «Se segniamo un gol, cambia tutto».
Un gol per riaprire la partita. Un gol per accendere coraggio, adrenalina e energia.
La storia dice che nessuna italiana si è mai rialzata dopo aver subito cinque reti all’andata. La Juventus può provarci, ma senza farsi travolgere dall’epica: serviranno lucidità, spirito di squadra e fame.
Yildiz ci sarà. E quando si decide una stagione, questo è già un segnale.