5-2 Galatasaray

Juventus, che scoppola in Turchia. Al ritorno servirà un miracolo!

La Juventus di Luciano Spalletti è stata anche in vantaggio 2-1 (bellissima doppietta di Koopmeiners) ma alla fine è caduta fragorosamente.

Juventus, che scoppola in Turchia. Al ritorno servirà un miracolo!

La Juventus non sa più vincere e crolla nell’inferno di Istanbul, travolta da un Galatasaray feroce e spietato. Il 5-2 maturato all’Ali Sami Yen pesa come un macigno, più del frastuono incessante dello stadio turco e più delle prospettive che ora si fanno cupe. Per Locatelli e compagni è la seconda sconfitta consecutiva dopo quella di San Siro e la terza nelle ultime quattro uscite, con in mezzo soltanto il 2-2 acciuffato in extremis contro la Lazio. Un febbraio nerissimo, aggravato dall’eliminazione in Coppa Italia, che costringe la squadra di Luciano Spalletti a inseguire un mezzo miracolo nel ritorno della prossima settimana per riaprire il discorso qualificazione agli ottavi di Champions.

La coppa dalle grandi orecchie, per la Signora, è appesa a un filo sottilissimo dopo cinque reti incassate in una notte da incubo. E pensare che non hanno trovato la via del gol né Osimhen, comunque devastante, né Icardi nel finale. A prendersi la scena è stato soprattutto l’ex napoletano Noa Lang, autore di una doppietta che ha guidato la rimonta giallorossa dopo l’illusorio uno-due firmato da Koopmeiners. Il conto, però, è ancora più salato del risultato: Cambiaso e Cabal, espulso nella ripresa, salteranno il ritorno, mentre Bremer si è fermato di nuovo per infortunio.

Okan Buruk sceglie il tridente Yilmaz-Yunus-Lang alle spalle di Osimhen, mentre Spalletti sorprende con McKennie centravanti supportato dai talenti Yildiz e Conceiçao. L’avvio è un assalto turco. Al boato delle tribune si sommano le accelerazioni di Yunus, pupillo del ct della Turchia Vincenzo Montella, e l’energia incontenibile di Osimhen, indemoniato in ogni zona del campo: attacca la profondità con ferocia e rincorre gli avversari come un difensore aggiunto. Proprio da un suo recupero, strappando il pallone a Yildiz ai limiti dell’area, nasce il vantaggio dei padroni di casa, finalizzato con precisione chirurgica da Gabriel Sara.

Nel momento più delicato, sotto dopo un quarto d’ora e con il ricordo ancora vivo del ko di San Siro, la Juventus reagisce riscoprendo RoboKoop, quello autentico. Koopmeiners, preferito in extremis a Miretti, ribalta tutto in sedici minuti. Prima il tap-in sulla respinta di Cakir che gela l’Ali Sami Yen, poi un destro potentissimo all’incrocio che vale il sorpasso e cambia l’inerzia della gara. La Signora prende campo e fiducia, trovando spazi invitanti per le ripartenze di Yildiz e Conceiçao e chiudendo il primo tempo con l’illusione di aver domato la tempesta.

Ma nella ripresa rientra solo il Galatasaray. La Juventus resta negli spogliatoi e poco dopo rimane anche in dieci uomini. L’approccio aggressivo della squadra di Buruk viene premiato da un dominio netto e da un ribaltone che spezza le gambe ai bianconeri: Lang firma la sua doppietta, Sanchez trova l’incornata del pareggio e nel finale Boey completa l’umiliazione con il gol del definitivo 5-2. È notte fonda per la Juventus, travolta in campo e nelle certezze, in un inferno che lascia ferite profonde e una qualificazione sempre più lontana.