La nuova Champions League doveva essere un banco di prova, si è trasformata nell’ennesima delusione. Il Napoli campione d’Italia saluta l’Europa già al girone unico, senza riuscire nemmeno a conquistare i playoff, unico caso tra le italiane. Un epilogo che aggiunge un nuovo capitolo al complicato rapporto tra Antonio Conte e la coppa più prestigiosa, alla sua settima esperienza da allenatore nella massima competizione continentale.
Il dato fa rumore ed entra di diritto nelle statistiche meno invidiabili. Negli ultimi 25 anni, solo un’altra squadra campione in carica era stata eliminata nella prima fase della Champions: la Juventus 2013/14, guarda caso sempre allenata da Conte. Un record al contrario che fotografa le difficoltà del tecnico salentino sul palcoscenico europeo più ambito.
La Champions 2025/26 del Napoli è stata segnata da ostacoli evidenti. Il famigerato doppio impegno settimanale ha inciso, così come una lunga serie di infortuni che hanno limitato le scelte, soprattutto nella sfida decisiva contro il Chelsea. Ma la strada si era fatta in salita molto prima, con il sanguinoso pareggio di Copenaghen, arrivato nonostante il vantaggio azzurro e la superiorità numerica: un passaggio a vuoto che ha pesato come un macigno.
Le soddisfazioni europee sono state poche. Al netto del ko iniziale contro il Manchester City, le uniche vittorie sono arrivate contro lo Sporting Lisbona – successo rivalutato dal cammino dei portoghesi, qualificati direttamente agli ottavi – e contro il Qarabag. I pareggi con Copenaghen ed Eintracht Francoforte hanno invece chiuso la porta ai playoff, mentre l’incredibile 2-6 contro il PSV Eindhoven e la sconfitta con il Benfica avevano già reso proibitivo il sogno Top 8. Paradossalmente, proprio contro il Chelsea il Napoli ha mostrato la miglior prestazione europea della stagione, troppo tardi però per cambiare il destino.
Il bilancio complessivo resta impietoso. In sette partecipazioni in Champions da allenatore, Conte ha raggiunto i quarti di finale una sola volta, nel 2012/13 con la Juventus, che resta il suo miglior risultato. Spesso senza squadre costruite per arrivare fino in fondo, ma con un ruolino che racconta troppe eliminazioni precoci, tra gironi e ottavi.
Ora l’Europa è alle spalle. Restano il campionato, con l’obiettivo di riavvicinarsi all’Inter e alla vetta – anche se lo stesso Conte ha già avvertito sulle difficoltà della corsa al quarto posto – e la Coppa Italia, con i quarti contro il Como. Per il Napoli è tempo di voltare pagina. Per Conte, la Champions resta ancora una montagna mai davvero conquistata.