Ira bianconera

Juventus, Comolli: “Mi ci vorranno anni per riprendermi”

E' un Damien Comolli particolarmente frustrato quello che è intervenuto dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra.

Juventus, Comolli: “Mi ci vorranno anni per riprendermi”

La notte europea di Torino si è trasformata in un incubo per Damien Comolli. Quella partita contro il Galatasaray, che per la Juventus avrebbe potuto rappresentare una rimonta memorabile dopo il 5-2 subito a Istanbul, resta un ricordo amaro e difficile da dimenticare per l’ad bianconero.

Gli uomini di Spalletti, nonostante fossero in superiorità numerica sin dall’inizio della ripresa, hanno visto sfumare una rimonta che sembrava possibile fino agli ultimi minuti. Una sequenza di eventi ha capovolto il corso del match e lasciato Comolli con un senso di frustrazione che traspare ancora oggi, come ha raccontato dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra.

“Non mi sono ancora ripreso e penso che mi ci vorranno anni per farlo”, ha esordito Comolli, dando voce a un dolore che non è solo sportivo, ma anche emotivo e professionale. L’ad francese ha poi analizzato l’episodio che, a suo avviso, ha deciso la partita: l’espulsione di Lloyd Kelly. Una decisione che ha cambiato radicalmente la gestione della gara e compromesso le possibilità dei bianconeri di completare un’impresa che si stava delineando con forza nel corso della ripresa.

Comolli ha proseguito con toni critici, mettendo in luce anche i rischi personali legati alle squalifiche accumulate: “Cercherò di non farmi sospendere anche dall’Uefa, visto sono già squalificato dalla federazione italiana dopo quello che è successo contro l’Inter”, ha raccontato dal palco, spiegando come la vicenda abbia avuto un peso anche sul suo ruolo di dirigente. Poi, concentrandosi sull’episodio decisivo, ha aggiunto: “La decisione dell’arbitro Pinheiro in quella situazione è stata davvero frustrante. Quel direttore di gara aveva arbitrato solo 10 partite di Champions nella sua carriera: mi chiedo come sia possibile mandarlo dirigere una partita con così tanto in gioco. E dopo un rosso incredibile siamo fuori dalla Champions”.

L’espulsione di Kelly è diventata così il simbolo di una serata condizionata da un singolo episodio arbitrale, che ha cancellato la possibilità di vedere la Juventus ribaltare una situazione apparentemente compromessa. La squadra di Spalletti, pur mostrando carattere e determinazione in dieci contro undici, non è riuscita a mantenere il ritmo e a concretizzare la rimonta, mentre il Galatasaray ha gestito con freddezza i momenti chiave. Comolli sottolinea come la scelta dell’arbitro abbia inciso non solo sul risultato, ma anche sull’equilibrio psicologico dei giocatori e sulla strategia della dirigenza, generando una frustrazione che va oltre il semplice score finale.

Per il dirigente francese, la partita resta un monito su quanto il calcio possa essere crudele e imprevedibile: un singolo episodio può cambiare mesi di lavoro, preparazione e sogni coltivati da una squadra intera. La decisione dell’arbitro, così come il contesto della gara, resterà negli annali come uno degli episodi più controversi vissuti dalla Juventus negli ultimi anni.

Comolli, pur con il dispiacere ancora vivo, analizza con lucidità ogni dettaglio, dalle scelte tattiche alla gestione emotiva della squadra dopo il rosso, sottolineando quanto sia fondamentale il ruolo di una direzione arbitrale esperta in partite di grande importanza europea.

Mentre la stagione prosegue e la Juventus deve voltare pagina in campionato e nelle coppe, Comolli porta con sé la consapevolezza di un’occasione persa per pochi istanti e una riflessione amara sul peso degli episodi arbitrali nelle sfide di alto livello.

La Champions League, con il suo carico di storia e tensione, ha lasciato una ferita aperta, ma anche uno stimolo a non dimenticare quanto sia cruciale il lavoro meticoloso e la gestione di ogni dettaglio, dentro e fuori dal campo.