Niente rivoluzioni, ma aggiustamenti mirati che stanno dando nuova linfa al Bologna. Dopo settimane difficili, Vincenzo Italiano ha trovato piccoli correttivi per far ripartire squadra e morale senza stravolgere il suo gioco europeo di riferimento.
Odgaard e la flessibilità del 4-3-3
Proprio Odgaard resta al centro delle manovre di Italiano. Il danese, già utilizzato sottopunta a Genova l’anno scorso, ha continuato a muoversi con grande libertà: contro il Torino è partito come mezzala, ha sostituito la posizione di centravanti in corso d’opera e ha permesso a Sohm di agire da sottopunta. Il 4-3-3, in cui Italiano ha progressivamente spostato il Bologna, è la struttura di base, con adattamenti tattici su misura contro avversari di pari livello.
Linee più strette e difesa protetta
Tra gli accorgimenti più evidenti c’è la difesa: linee più compatte e pressing meno ossessivo in avanti. Il risultato è una maggiore protezione per i centrali e un accorgimento preventivo contro le ripartenze, già provato con successo in gare precedenti. La costruzione bassa è quasi ridotta al minimo: palla da Skorupski a Miranda (o Joao Mario/Zortea) e subito verso le posizioni offensive, rendendo il gioco più diretto e veloce.
Ali, centravanti e Sohm
Gli esterni e le mezzali hanno ricevuto indicazioni precise: Rowe e Orsolini più presenti in area, Castro e Dallinga più propensi a guardare la porta e a proporsi in avanti. Simon Sohm, preferito a Fabbian, ha alternato ruolo da interno e sottopunta, garantendo maggiore fluidità e copertura nel gioco offensivo.
Il risultato? Un Bologna più equilibrato, in crescita e pronto a confermare i progressi già evidenziati domenica scorsa. Il playoff di domani contro il Brann sarà un banco di prova importante: lì si vedranno gli effetti concreti degli aggiustamenti studiati da Italiano.