L’assenza di Manuel Neuer cambia inevitabilmente qualcosa negli equilibri del Bayern Monaco, ma non è detto che per l’Atalanta diventi automaticamente un vantaggio decisivo. Domani sera a Bergamo i nerazzurri troveranno tra i pali Jonas Urbig, un portiere giovane ma tutt’altro che inesperto, chiamato a sostituire il capitano bavarese nella sfida di Champions. Il vero nodo per la squadra di Raffaele Palladino, però, potrebbe non essere tanto chi difenderà la porta tedesca, quanto riuscire ad arrivarci con continuità.
Dal punto di vista tecnico Urbig non rappresenta una semplice riserva. Il portiere ha già indossato la maglia dell’Under 21 tedesca e, nonostante parta alle spalle del titolare, ha comunque mantenuto il ritmo partita nel corso della stagione, collezionando undici presenze complessive.
Tuttavia il confronto con Neuer resta inevitabile. Il numero uno del Bayern non è più il portiere capace di compiere miracoli a ogni tiro, ma continua a essere un punto di riferimento assoluto per la squadra. La sua leadership nello spogliatoio e la capacità di guidare la linea difensiva sono qualità difficili da replicare. Inoltre il suo modo di interpretare il ruolo, quasi da libero aggiunto, garantisce sicurezza e costruzione dal basso, aspetti in cui Urbig paga ancora qualcosa, soprattutto con i piedi.
Il peso di Neuer all’interno del gruppo si misura anche fuori dal campo. Un anno fa, pur essendo infortunato, decise di seguire la squadra a Milano per la sfida contro l’Inter, cercando di trasmettere energia e fiducia ai compagni in una serata complicata.
Il tentativo di rimonta non riuscì, ma il 2-2 finale fu comunque sufficiente per creare qualche brivido ai tifosi nerazzurri. Questa volta invece il capitano dovrà restare fuori, dopo che il problema al polpaccio si è riacutizzato nell’ultima partita di campionato.
Il quasi quarantenne portiere aveva rassicurato Vincent Kompany sulle proprie condizioni, ma all’intervallo della gara con il Borussia Mönchengladbach è stato costretto a chiedere il cambio e a sottoporsi a nuovi esami. Il risultato è che salterà l’andata degli ottavi e con tutta probabilità anche il ritorno.
Il suo stop riapre inevitabilmente interrogativi sul futuro. «Quello che diciamo sempre è che lui in questo mese compirà 40 anni e per questo siamo felici di aver dei portiere così bravi alle sue spalle come Urbig e Ulreich» ha spiegato il direttore generale Max Eberl, parole che sembrano lasciare intendere come il Bayern stia già guardando avanti.
Per l’Atalanta, però, l’attenzione dovrà restare soprattutto sull’enorme potenziale offensivo dei bavaresi. Il Bayern ha già messo insieme 128 gol stagionali, ha vinto 33 delle 38 partite disputate e ha perso soltanto due volte. Dopo il successo contro il Borussia Dortmund di due settimane fa, che ha portato a undici punti il vantaggio in Bundesliga, Kompany ha potuto gestire la rosa con l’obiettivo di arrivare nelle migliori condizioni alla Champions. Proprio per questo Harry Kane è rimasto a riposo nell’ultima gara di campionato, vinta 4-1, con l’allenatore belga che ha già confermato la presenza dell’attaccante inglese a Bergamo.
Il Bayern, di fatto, può già pregustare il titolo nazionale numero 35 con nove giornate ancora da disputare e concentrarsi completamente sull’Europa. A rendere ancora più temibile l’attacco tedesco c’è anche il ritorno al gol di Jamal Musiala, tornato a segnare dopo undici mesi complicatissimi, otto dei quali trascorsi in infermeria per il grave infortunio subito al Mondiale per Club. Il talento tedesco è in crescita, anche se potrebbe partire inizialmente dalla panchina per lasciare spazio a Serge Gnabry, tenuto apposta a riposo nell’ultima uscita.
L’Atalanta, dunque, dovrà prepararsi a una sfida ad altissima intensità. Lo sanno bene anche i giocatori del Bayern. «Continuando a giocare così sarà difficile fermarci» ha detto Musiala, mentre il difensore Dayot Upamecano ha avvisato i bergamaschi: «Ci aspetta una partita difficile, ma vogliamo battere anche l’Atalanta e siamo pronti per farlo». Parole che confermano l’ambizione dei bavaresi, ma anche l’importanza di una notte europea che a Bergamo promette spettacolo.