L'analisi

Atalanta travolta a Dortmund, qualificazione difficilissima

La Dea cade 2-0 contro il Borussia, ma Palladino non si arrende e crede nella possibile rimonta.

Atalanta travolta a Dortmund, qualificazione difficilissima

Una lezione dura, quasi brutale. L’Atalanta torna dalla Germania con certezze sgretolate e un passivo pesante: lo 0-2 incassato sul campo del Borussia Dortmund complica terribilmente il cammino nei playoff di Champions League e ridimensiona le ambizioni continentali della Dea.

Nel catino giallonero non è andato in scena uno spettacolo scintillante, ma una dimostrazione di cinismo, organizzazione e superiorità fisica. Tre tiri in porta, due gol: il Dortmund ha trasformato il pragmatismo in un’arma letale, colpendo nei momenti chiave e controllando il ritmo con freddezza.

Guirassy dominante, difesa in affanno

Il divario più evidente si è visto nel cuore dell’area. Serhou Guirassy ha giganteggiato su ogni pallone, mettendo in crisi la retroguardia orobica sin dai primi minuti. Dopo appena tre giri di lancette, l’attaccante ha sovrastato Odilon Kossounou e battuto Marco Carnesecchi, indirizzando subito la partita.

Non solo finalizzatore: Guirassy ha agito da riferimento avanzato totale, attirando fuori posizione i difensori e liberando spazi preziosi per gli inserimenti di Julian Brandt e Maximilian Beier. Proprio da una sua poderosa progressione in campo aperto è nato il raddoppio, chiuso da Beier al termine di una ripartenza chirurgica.

Supremazia tattica e corsia destra fatale

Il Dortmund ha blindato il match con un assetto offensivo spregiudicato, un 3-2-5 in fase di possesso che ha mandato in tilt le letture difensive italiane. Sulla destra, Julian Ryerson ha dominato la corsia, confezionando il cross che ha sbloccato la gara e costringendo l’Atalanta a rincorrere per lunghi tratti del primo tempo.

La Dea non è riuscita a trovare contromisure né sul piano tattico né su quello dell’intensità. Le amnesie difensive e la difficoltà nel reggere l’urto fisico hanno evidenziato un dislivello preoccupante rispetto ai palcoscenici che contano.

Ora serve un miracolo europeo

Il tonfo assume contorni ancora più pesanti alla luce delle ambizioni stagionali. Se in campionato l’Atalanta ha mostrato solidità e brillantezza, in Europa le recenti uscite raccontano di una squadra meno matura e più vulnerabile.

Il 2-0 dell’andata lascia uno spiraglio, ma servirà una prestazione perfetta al ritorno per ribaltare l’inerzia. Intensità, precisione sotto porta e soprattutto maggiore solidità mentale: sono queste le armi che dovranno accompagnare la Dea nella notte più importante della stagione.

Per continuare a inseguire il sogno in Champions League, l’Atalanta dovrà riscoprire la propria natura combattiva e ritrovare quella ferocia europea che, stavolta, è rimasta negli spogliatoi.