Che beffa!

Atalanta, che chance sprecata: rimonta dell’Athletic e 2-3

L'Atalanta di Palladino parte benissimo con Scamacca ma poi subisce la rimonta dell'Athletic Bilbao. Inutile il gol di Krstovic.

Atalanta, che chance sprecata: rimonta dell’Athletic e 2-3

L’Atalanta spreca una chance enorme e si ritrova a fare i conti con una serata che cambia radicalmente prospettive e umore. La Dea avrebbe potuto issarsi nelle zone altissime della classifica di Champions League, alle spalle soltanto di colossi come Arsenal e Bayern Monaco, ma invece si fa rimontare in casa da un Athletic Bilbao largamente rimaneggiato e rimanda ogni discorso legato alla qualificazione diretta agli ottavi.

Un copione che riapre ferite ancora fresche, perché appena un anno fa furono proprio i playoff a segnare l’eliminazione europea. Il rammarico per la squadra di Palladino è enorme: avanti all’intervallo grazie al colpo di testa di Scamacca e virtualmente terza nella graduatoria generale, l’Atalanta esce dal match scivolando addirittura al tredicesimo posto. A questo punto diventa decisivo l’ultimo appuntamento, la trasferta di Bruxelles contro l’Union Saint-Gilloise, ma la sensazione è quella di una strada improvvisamente diventata in salita, dopo che il destino sembrava sorridere ai nerazzurri.

Palladino, alla prima occasione utile, ritrova Kossounou al rientro dalla Coppa d’Africa e lo schiera con Djimsiti e Kolasinac davanti a Carnesecchi. Per il resto l’assetto è collaudato: Zappacosta e Bernasconi sugli esterni, De Roon ed Ederson in mezzo, De Ketelaere e Zalewski a sostegno di Scamacca. Dall’altra parte Valverde arriva a Bergamo con una lista lunghissima di assenti pesanti, da Laporte ai fratelli Williams, passando per Berenguer e Prados Diaz. Il tecnico basco è costretto a ridisegnare il suo Athletic, compatto in un 5-2-3 difensivo che in fase offensiva si specchia nel sistema dell’Atalanta.

L’avvio risente inevitabilmente delle assenze spagnole: il Bilbao pensa soprattutto a contenere, mentre l’Atalanta interpreta alla lettera le indicazioni del suo allenatore, aggredendo alta e con intensità. Il vantaggio arriva dopo poco più di un quarto d’ora: Zalewski ha tempo e spazio per crossare, Scamacca prende posizione alle spalle di Paredes e di testa accende la New Balance Arena. È il giusto premio a una supremazia evidente, che però la Dea non riesce a capitalizzare. Bernasconi, lo stesso Scamacca con un gol annullato e De Ketelaere, fermato dal palo, sfiorano il raddoppio, lasciando la partita pericolosamente in bilico all’intervallo.

Nel primo tempo l’Athletic non aveva praticamente creato nulla, ma la ripresa racconta tutt’altra storia. L’Atalanta va ancora vicino al 2-0 con Zappacosta, poi arriva il pareggio ospite: Guruzeta lavora un pallone al limite, Navarro serve il compagno che si presenta davanti a Carnesecchi e firma l’1-1. È l’inizio del crollo. Palladino prova a cambiare l’inerzia inserendo Lookman e Krstovic, ma la squadra si allunga e il Bilbao ne approfitta. Valverde pesca Serrano dalla panchina e, pochi minuti dopo, il nuovo entrato ribalta il risultato con un sinistro al volo che spezza l’equilibrio mentale della Dea. L’Atalanta accusa il colpo, perde certezze e finisce per capitolare definitivamente con il tris ancora di Navarro. Nel finale Krstovic rende meno amaro il passivo, ma non basta. Il Bilbao torna a vincere dopo oltre un mese, mentre per l’Atalanta riaffiorano, pesanti, i fantasmi europei del recente passato.