Dall’estate 2025 a gennaio 2026, l’Arsenal ha dato continuità al percorso di crescita avviato nelle stagioni precedenti, presentandosi come una squadra ormai matura, riconoscibile e competitiva su più fronti.
La mano di Mikel Arteta si è vista soprattutto nella capacità di tenere alta l’intensità per mesi, senza smarrire identità né equilibrio nei momenti più complessi del calendario.
In Premier League, i Gunners hanno impostato il loro campionato su una notevole solidità difensiva e su una fase di possesso sempre più fluida. Fin dalle prime giornate, la squadra londinese ha mostrato una gestione della gara più consapevole rispetto al passato: meno frenesia, maggiore controllo dei ritmi e una miglior lettura delle diverse fasi della partita.
La continuità di rendimento, soprattutto contro le squadre di medio-bassa classifica, ha permesso all’Arsenal di restare stabilmente nelle zone alte, confermando la sensazione di essere ormai una presenza fissa nella lotta al vertice.
Qualche passaggio a vuoto è arrivato nei big match, ma senza mai dare l’impressione di una squadra fragile o in difficoltà strutturale. Sul piano offensivo, l’Arsenal ha alternato momenti di grande brillantezza a fasi più pragmatiche, scegliendo spesso di colpire con pazienza piuttosto che affidarsi a fiammate estemporanee.
La crescita dei singoli si è inserita in un sistema collettivo ormai rodato, dove ogni interprete conosce con precisione i propri compiti, sia in pressione che in fase di costruzione dal basso. Il percorso europeo in UEFA Champions League ha rappresentato un ulteriore banco di prova per misurare il salto di qualità definitivo.
Dalla fase a gironi in avanti, l’Arsenal ha mostrato personalità e capacità di adattamento, affrontando avversari di livello con un atteggiamento meno timoroso rispetto alle precedenti esperienze continentali. La squadra ha saputo leggere le partite con maggiore cinismo, limitando gli errori individuali e sfruttando meglio le occasioni create, segnale di una maturazione evidente sul palcoscenico europeo.
Emblematica, in questo senso, la vittoria di ieri contro l’Inter, un successo che va oltre il semplice risultato. Contro una squadra esperta e abituata a gestire le competizioni internazionali, l’Arsenal ha messo in campo una prestazione ordinata, intensa e lucida, dimostrando di saper soffrire quando necessario e di colpire nei momenti chiave della gara.
Un segnale forte, soprattutto a livello mentale, che certifica come i Gunners non siano più una comparsa in Champions, ma una realtà capace di imporsi anche contro avversari di primo piano. Arrivati a gennaio 2026, il bilancio stagionale è dunque ampiamente positivo.
L’Arsenal ha confermato il proprio status in Premier League e ha lanciato un messaggio chiaro anche in Europa: la crescita non è più solo un progetto, ma una condizione consolidata. La seconda parte di stagione dirà se questo percorso potrà tradursi in qualcosa di ancora più grande, ma le basi, oggi, appaiono più solide che mai.
Alessandro Brachino