Per Cesc Fabregas era un tabù da sfatare: contro l’Inter in campionato aveva sempre perso, tre volte su tre, senza mai riuscire a segnare. Stavolta, però, la musica è cambiata. Il tecnico spagnolo ha preparato una gara attenta e tatticamente impeccabile, limitando al minimo la pericolosità della squadra di Chivu, che ha chiuso con un solo tiro in porta.
«Devo fare i complimenti ai miei ragazzi – ha spiegato Fabregas nel post partita –. È stata una partita molto tattica contro la squadra più dominante della Serie A. Abbiamo fatto la gara che volevamo: compatti, ordinati e con tre occasioni per segnare. Forse l’1-0 per noi ci poteva stare».
Parole che raccontano l’orgoglio di un gruppo cresciuto nel tempo. Nessuna rivincita personale, però: «Non parlo di rivincita su certi giudizi, solo i perdenti aspettano queste cose. Chi è intelligente e umile ascolta tutti, poi continua a remare per la propria strada».
Ora l’attenzione torna sul campionato, con la trasferta di Cagliari nel mirino. «Dobbiamo riposare bene per arrivarci nella migliore forma possibile», ha aggiunto l’allenatore lariano.
Sul ritorno a San Siro, Fabregas mantiene equilibrio e realismo: «Non so se l’Inter sia favorita. So solo che noi siamo il Como e loro l’Inter, la mentalità in questo momento è diversa. Ma ci siamo guadagnati il diritto di andare a giocarci la qualificazione alla finale di Roma. Due anni fa nessuno l’avrebbe detto».
Infine uno sguardo al futuro, sempre nel segno della crescita: «L’idea è continuare a lottare come dal primo giorno di questo progetto. Dobbiamo crescere ancora, poi quando saremo pronti potremo pensare a qualcosa di più grande».