La sensazione, ormai, è chiara: Inter e Hakan Calhanoglu continueranno insieme. Non è soltanto una scelta di mercato, ma una presa di coscienza maturata nel tempo, tra numeri, prestazioni e leadership.
Il centrocampista turco, nonostante i 32 anni e un contratto da rivedere, è diventato un punto fermo irrinunciabile nello scacchiere nerazzurro, un riferimento tecnico e mentale che la società non ha alcuna intenzione di perdere.
A rafforzare questa convinzione sono anche le valutazioni di chi lo conosce bene. Vincenzo Montella, oggi commissario tecnico della Turchia, ne esalta il peso specifico: “È mezza squadra, quando c’è un regista come lui in mezzo al campo anche i compagni stanno più tranquilli, perché sanno di potergli passare i palloni bollenti”.
Un’investitura importante, che trova conferma anche nelle parole di Cesc Fàbregas, rimasto colpito dal suo impatto: “Un calciatore del genere è inimitabile. Tutte le volte che affronto l’Inter controllo per prima cosa se giochi Calhanoglu e in base a quello imposto il mio piano partita. Parliamo di un campione che trova sempre la soluzione giusta in campo. Gente come Pirlo, Modric, Kroos…”.
Chi ha un giocatore così, se lo tiene stretto. E Cristian Chivu, che lo considera imprescindibile nel cuore del centrocampo, ha già fatto capire alla dirigenza quanto sia fondamentale trattenerlo. Dopo aver resistito alle sirene del Galatasaray e aver superato tensioni interne, il regista ha scelto di restare, trovando nuova centralità nel progetto tecnico. Un legame che oggi appare ancora più solido e destinato a durare.
Il rinnovo contrattuale, con l’attuale accordo in scadenza nel 2027, verrà discusso più avanti, ma la direzione sembra tracciata. Rispetto a un anno fa, quando qualche malumore aveva fatto pensare a un possibile addio, lo scenario è completamente cambiato.
La crescita del giocatore è evidente e supportata dai numeri: 12 gol in stagione in appena 30 presenze, un bottino da attaccante più che da regista, con soli cinque rigori calciati. Una media realizzativa in netta crescita rispetto alla stagione precedente, segno di un rendimento sempre più incisivo.
Come altri protagonisti della rosa, anche Calhanoglu ha beneficiato dell’arrivo di Chivu ad Appiano Gentile, alzando sensibilmente il proprio livello di gioco. Non sono mancati, però, momenti complicati, soprattutto a causa dei problemi muscolari che lo hanno costretto a saltare diverse partite. Un aspetto che aveva acceso qualche riflessione interna, subito però ridimensionata dalle parole dello stesso centrocampista: “Non mi è mai capitato in carriera di fermarmi così spesso. Non so come sia stato possibile, ma una cosa l’ho imparata: avendo superato i trent’anni devo gestire ancora meglio il mio corpo”.
Un messaggio chiaro, che testimonia consapevolezza e maturità. E che rafforza ulteriormente la posizione di un giocatore diventato, a tutti gli effetti, il faro dell’Inter.