La separazione tra Dusan Vlahovic e la Juventus sembra ormai definitiva. La rottura si sarebbe consumata proprio nel giorno della Festa della Repubblica, al termine di una trattativa per il rinnovo che non ha mai trovato un punto d’incontro sul piano economico.
Secondo quanto riportato da Tuttosport, a pesare in maniera decisiva sarebbe stata una frase pronunciata dall’attaccante serbo durante i colloqui con il club: «Perché dovrei essere pagato come David?». Un riferimento ai sei milioni di euro garantiti al centravanti canadese, cifra che la Juventus avrebbe individuato come base per il nuovo contratto di Vlahovic. Una proposta ritenuta insufficiente dal giocatore, rimasto fermo sulla richiesta iniziale di otto milioni di euro a stagione.
Il tono utilizzato dal serbo nel respingere l’offerta non sarebbe stato apprezzato dalla dirigenza bianconera, che a quel punto avrebbe deciso di interrompere definitivamente ogni tentativo di mediazione. Una posizione netta: prendere o lasciare. E Vlahovic ha scelto di lasciare.
Anche Luciano Spalletti, che fino all’ultimo aveva cercato di favorire il dialogo tra le parti, si sarebbe infine arreso all’evidenza dei fatti. L’allenatore non aveva mai nascosto di considerare Vlahovic un elemento fondamentale per il proprio progetto tecnico, ma ha dovuto accettare la decisione presa dal club.
Ora la Juventus è chiamata a ridisegnare il proprio reparto offensivo. Al momento può contare su David, Openda e Milik, ma il futuro di tutti e tre resta da valutare. Tra i possibili rinforzi continua a essere seguito con attenzione Randal Kolo Muani, già richiesto da Spalletti nei mesi scorsi. I rapporti con il PSG restano da definire, ma l’assenza del francese dal Mondiale per Club potrebbe facilitare l’operazione.
Sul taccuino della dirigenza figurano inoltre Alexander Sorloth dell’Atletico Madrid e Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, entrambi profili considerati validi per il nuovo attacco bianconero.