Vlahovic, si cerca un accordo: se resta può finire in tribuna

Il futuro di Dusan Vlahovic è arrivato a un bivio. Dopo l’eliminazione della Juventus dal Mondiale per Club, in casa bianconera è tempo di affrontare la questione più spinosa dell’estate: la permanenza — sempre meno probabile — dell’attaccante serbo.
La bocciatura tecnica è ormai evidente. Nonostante gli elogi pubblici dei mesi scorsi, Igor Tudor lo ha relegato al ruolo di riserva di Kolo Muani, lasciandolo per novanta minuti in panchina nella delicata sfida contro il Real Madrid. Un segnale chiaro, che sancisce la volontà della Juve di voltare pagina senza il suo numero 9.
La situazione è delicata anche dal punto di vista economico: un anno da separato in casa con uno stipendio da oltre 12 milioni netti non conviene a nessuno. Né alla Juve, che non può permettersi di sostenere un ingaggio così pesante per un giocatore fuori dal progetto tecnico, né allo stesso Vlahovic, che ha bisogno di continuità in vista del Mondiale 2026 negli Stati Uniti, dove intende arrivare da protagonista con la Serbia.
Per questo, nei prossimi giorni è atteso a Torino l’agente del giocatore, Darko Ristic, pronto a incontrare il direttore generale Damien Comolli per esplorare tutte le possibili vie d’uscita. Sul tavolo, come riportato da Tuttosport, ci sarebbe anche la risoluzione consensuale, un’ipotesi estrema ma non da escludere pur di evitare un logorante braccio di ferro.
Un’altra opzione valutata sarebbe un rinnovo-ponte fino al 2027, con la spalmatura dell’ingaggio su due anni: una formula che consentirebbe ai club interessati di prenderlo in prestito, seguendo un modello simile a quello adottato dal Napoli per Osimhen, oggi tra gli obiettivi bianconeri.
Difficile, almeno per ora, immaginare offerte concrete per una cessione a titolo definitivo: il prezzo resta alto e nessuna società si è fatta avanti con la volontà di accontentare le richieste della Juve.
Con l’arrivo di Jonathan David, la Juventus ha già iniziato a costruire il proprio attacco del futuro. E Vlahovic, inevitabilmente, sembra destinato a uscirne. Il suo addio non è ancora ufficiale, ma ormai appare solo una questione di tempo.