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Aleksandar Stankovic chiama: “L’Inter è un amore unico”

Per Stankovic, figlio di Dejan, l’Inter si è garantita un diritto di recompra fissato a 23 milioni per la prossima estate e a 25 per il 2027.

Aleksandar Stankovic chiama: “L’Inter è un amore unico”

Il cognome è di quelli che a Milano non passano inosservati. E quando a pronunciarlo è un centrocampista che segna, assiste e trascina in Champions League, l’attenzione sale inevitabilmente. Aleksandar Stankovic sta vivendo al Bruges la stagione della consacrazione, ma tra una giocata e l’altra lancia messaggi chiari verso casa. Perché l’Inter, per lui, non è un club qualunque.

Sette gol e quattro assist tra campionato e coppa europea certificano l’impatto del classe 2005 nel calcio dei grandi. Numeri importanti per un mediano moderno, capace di abbinare qualità e inserimenti, personalità e senso della posizione. Figlio di Dejan, perno del centrocampo nerazzurro dal 2004 al 2013, Aleksandar non scappa davanti al legame emotivo con i colori che hanno segnato la storia della sua famiglia. “Per me l’Inter è speciale, mi viene quasi difficile parlarne. Ogni interista mi può capire, l’Inter ce l’hai dentro o non ce l’hai”.

Parole che scaldano i tifosi e che si intrecciano con una situazione contrattuale tutt’altro che banale. Stankovic è legato al Bruges fino al 2029, ma l’Inter si è garantita un diritto di recompra fissato a 23 milioni per la prossima estate e a 25 per il 2027. Una clausola che tiene aperta la porta e che rende il suo futuro un tema concreto già nei prossimi mesi.

Il diretto interessato, però, mantiene equilibrio e rispetto. “L’Inter è un amore unico, non lo posso nascondere. Sono tifoso interista, fa piacere che l’Inter mi segua – rivela Stankovic-, ma io ora gioco per il Bruges e ho rispetto per questa squadra. La mia testa è solo per questo club e questi tifosi”. Dichiarazioni mature, da professionista concentrato sul presente, ma senza chiudere a scenari diversi. “Sogno di tornare all’Inter, è un sogno che ho nel cassetto, magari si avvererà. Il futuro lo sa solo Dio. Ma ovunque sarà il mio futuro, voglio viverlo da protagonista”.

A rendere ancora più suggestivo l’orizzonte c’è la figura di Cristian Chivu, che potrebbe incrociarlo nuovamente a Milano. “Come diceva il mio ex mister Cristian Chivu ‘nel calcio nessuno guarda la carta di identità’. Ho un rapporto speciale con lui, non si può nascondere. Ha giocato tanti anni con mio papà”.

Il resto lo diranno il mercato e le strategie nerazzurre. Ma una cosa è certa: Aleksandar Stankovic non è più soltanto “il figlio di”. È un centrocampista che sta costruendo la propria identità a suon di prestazioni e che, tra sogni dichiarati e clausole già fissate, tiene l’Inter ben salda nel proprio destino.