Nel calcio moderno il tempo accelera all’improvviso, soprattutto quando il talento bussa senza chiedere permesso. Robinio Vaz ne è l’esempio più evidente. Dodici mesi fa muoveva i primi passi tra i professionisti prima ancora di compiere diciott’anni, oggi è finito nel mirino dei grandi club europei.
Tra questi c’è la Roma, pronta ad affondare il colpo per portarlo a Trigoria e consegnarlo a Gian Piero Gasperini, tecnico che per idee e principi non è poi così distante da Roberto De Zerbi, l’allenatore che a Marsiglia ha acceso definitivamente la miccia del giovane attaccante.
Proprio sotto la guida di De Zerbi, Vaz si è trasformato in un elemento funzionale e persino esaltante per un sistema di gioco che vive di intensità, aggressione e qualità negli ultimi metri. Le sue doti atletiche e tecniche gli hanno permesso di ritagliarsi spazio in prima squadra con una naturalezza sorprendente, diventando una sorta di catalizzatore del gioco offensivo.
I numeri, pur su un minutaggio ancora limitato, raccontano già molto: 4 gol e 2 assist in 373 minuti di Ligue 1, a cui si aggiungono quattro presenze in Champions League. Un biglietto da visita più che credibile in vista di un possibile sbarco in Serie A.
C’è poi la storia personale, che contribuisce a rendere il profilo ancora più affascinante. A partire dal nome, Robinio, scelto in omaggio a Robinho, l’attaccante brasiliano che papà, operaio e grande appassionato di calcio, ammirava ai tempi del Real Madrid e del Milan.
Vaz nasce a Mantes-la-Jolie, nella periferia nord-ovest di Parigi, e cresce poco distante, a Val la Fourré, nella torre Véga. Un’infanzia tipica della banlieue, scandita da partite infinite sui campi improvvisati, tra ragazzi di ogni origine, comprese quelle della Guinea-Bissau della sua famiglia, uniti da un’unica lingua comune: il pallone.
Il percorso non è stato lineare. Da giovanissimo finisce nei radar di club importanti come Psg e Lione, ma le difficoltà scolastiche frenano il tesseramento. A credere in lui è il Sochaux, che nel 2022 lo porta nel proprio centro di formazione. Due anni utili per assimilare regole e disciplina, prima del passaggio al Marsiglia, operazione che serve anche a dare ossigeno alle casse del club di terza divisione.
Nel sud della Francia l’ascesa è rapida. De Zerbi lo fa esordire in Coppa di Francia per pochi minuti, il 14 gennaio, poi cinque giorni dopo lo lancia in campionato a Strasburgo, ricevendo subito in cambio l’assist per l’1-1.
Da lì in poi, Vaz diventa una presenza costante, soprattutto a gara in corso. In Ligue 1 ha giocato quasi sempre, solo tre volte da titolare, ma spesso decisivo da subentrato grazie a una potenza fisica esplosiva che manda in crisi le difese avversarie. Il picco arriva contro l’Angers, con una doppietta partendo dalla panchina, senza dimenticare il gol e l’assist contro il Le Havre.
La crescita, però, ha portato anche le prime frizioni. Il rinnovo tarda ad arrivare, le cifre proposte dal Marsiglia non soddisfano un entourage che ha ricevuto offerte più allettanti, e la tensione con la dirigenza ha portato all’esclusione del ragazzo dalle ultime gare, tra cui la vittoria con il Monaco e le sconfitte contro Nantes e Psg in Supercoppa. In questo scenario si inserisce la Roma, chiamata a bruciare la concorrenza inglese e tedesca per un talento ancora in rampa di lancio, ma già capace di far intravedere un futuro da protagonista.