Il Real Madrid apre una nuova era guardando al Portogallo. Da una parte il ritorno di José Mourinho, dall’altra l’imminente arrivo di Bernardo Silva. Due operazioni che segnano l’inizio del nuovo progetto voluto dal presidente Florentino Perez, appena riconfermato alla guida del club fino al 2030.
L’ufficialità riguarda già Mourinho, che ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2029 tornando sulla panchina del Real a tredici anni dalla fine della sua prima esperienza. Una scelta fortemente sostenuta da Perez, che ha sempre considerato lo Special One una figura fondamentale nella rinascita europea del club.
Accanto al tecnico portoghese potrebbe presto arrivare anche Bernardo Silva. Il fantasista del Manchester City, in scadenza di contratto e vicino ai 32 anni, avrebbe scelto Madrid dopo essere stato a lungo seguito anche da Barcellona e Atletico Madrid. Sul tavolo ci sarebbe un accordo biennale con opzione per una terza stagione.
Se l’operazione dovesse andare in porto, Bernardo diventerebbe il terzo rinforzo dell’estate madridista dopo Denzel Dumfries, arrivato grazie al pagamento della clausola rescissoria da 20 milioni di euro, e Ibrahima Konaté, sbarcato a parametro zero dopo l’esperienza al Liverpool.
L’ex Benfica rappresenta una richiesta precisa di Mourinho, convinto che il Real abbia bisogno di un giocatore capace di raccogliere l’eredità tecnica lasciata da Toni Kroos e Luka Modric. Nelle ultime stagioni né Jude Bellingham, né Arda Güler, né i mediani Camavinga e Tchouaméni sono riusciti a interpretare completamente quel ruolo di regista ed equilibratore del centrocampo.
L’eventuale arrivo di Bernardo Silva avrebbe inevitabili conseguenze anche all’interno della rosa. A perdere spazio sarebbero soprattutto Brahim Díaz e Dani Ceballos, entrambi considerati possibili partenti. Restano inoltre da valutare le posizioni del giovane argentino Franco Mastantuono, utilizzato poco nell’ultima stagione, e di Nico Paz, che occupa zone di campo molto simili a quelle del portoghese.
Le trattative tra Bernardo e il Real sarebbero ormai in fase avanzata. L’obiettivo è arrivare alla firma prima dell’esordio del Portogallo al Mondiale, previsto il 17 giugno contro la Repubblica Democratica del Congo. Dopo nove stagioni al Manchester City, oltre venti trofei conquistati e la fascia di capitano al braccio, il centrocampista sembra pronto a una nuova sfida.
A Madrid ritroverebbe anche Kylian Mbappé, compagno di squadra ai tempi del Monaco tra il 2015 e il 2017, quando il club francese raggiunse una sorprendente semifinale di Champions League.
Sul fronte mercato, però, il Real non sembra intenzionato a fermarsi. Dopo aver incassato il rifiuto dell’Atletico Madrid per Julián Álvarez, valutato oltre 150 milioni di euro, la dirigenza continua a monitorare diversi profili di alto livello. Tra questi c’è anche Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal che piace molto agli osservatori blancos.
Nel frattempo Mourinho è già al lavoro. Il suo ritorno è costato al Real circa 15 milioni di euro, necessari per liberarlo dal Benfica. Un investimento importante che testimonia la fiducia totale di Florentino Perez nel tecnico portoghese.
Lo Special One riprenderà gli allenamenti il 13 luglio con una missione precisa: riportare il Real Madrid ai vertici del calcio europeo e interrompere il dominio nazionale del Barcellona di Hansi Flick. Nella sua precedente esperienza madridista, dal 2010 al 2013, conquistò una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna, lasciando però incompiuto il grande sogno europeo.
La vera sfida, oggi, è proprio quella. Mourinho vuole tornare a vincere la Champions League e inseguire un traguardo mai raggiunto da nessun allenatore: conquistare la coppa più prestigiosa d’Europa con tre club diversi. Un obiettivo che, a Madrid, considerano tutt’altro che impossibile.