I punti fermi del Milan sono pochi e piuttosto chiari: Mike Maignan tra i pali, Matteo Gabbia e Strahinja Pavlović in difesa, Luka Modrić — qualora decidesse di proseguire la sua esperienza in rossonero — e Adrien Rabiot a centrocampo. Per il resto, tutto è ancora in costruzione. Il futuro del club, discusso da Massimiliano Allegri insieme a Igli Tare e Giorgio Furlani, appare come un vero e proprio puzzle, soprattutto perché rispetto alle stagioni passate sono molti di più i giocatori in bilico.
Tra questi spiccano nomi importanti come Rafael Leão, per il quale il club è pronto a valutare eventuali offerte, e Christian Pulisic. Proprio lo statunitense, dopo i primi contatti per il rinnovo, ha visto la trattativa rallentare fino a fermarsi. Non c’è più urgenza di chiudere un nuovo accordo, nonostante il contratto attuale sia valido fino a giugno 2027, e nemmeno la certezza che si arrivi a una fumata bianca. Da un lato il Milan sta riflettendo sulle prestazioni dell’attaccante, fermo a una lunga serie di partite senza gol, dall’altro l’entourage del giocatore sta semplicemente ascoltando le proposte, in particolare quelle provenienti dalla Premier League.
La fase è di stallo e riflette valutazioni più ampie. Molto dipenderà anche dal mercato in entrata, con Allegri che ha richiesto almeno tre innesti di livello. Il sistema di gioco potrebbe cambiare e, in questo scenario, Leão e Pulisic rischiano di non essere più centrali nel progetto, anche perché nel modulo attuale hanno spesso agito in posizioni non ideali.
Per il reparto offensivo, il tecnico vorrebbe un centravanti di alto profilo come Lewandowski, mentre Vlahović resta un’opzione concreta. A centrocampo piace molto Goretzka, con cui i contatti sono frequenti, mentre in difesa si cerca un innesto che dia solidità ed esperienza accanto a Gabbia e Pavlović. Anche sugli esterni sono previsti interventi, ma senza puntare necessariamente su profili offensivi come Leão o Pulisic.
Infine, il mercato in uscita potrebbe finanziare parte delle operazioni. Il Milan conta sui riscatti dei prestiti, ma eventuali cessioni — come quella di Nkunku o di altri profili — potrebbero aumentare il budget. Il risultato finale non sarà una rivoluzione totale, ma un Milan profondamente rinnovato, in cui anche i leader attuali non hanno certezze sul proprio ruolo futuro.