La Juventus studia il futuro e guarda lontano, fino a Varsavia. Nella serata del “Pge Narodowy”, tra oltre cinquantamila spettatori presenti per il playoff mondiale tra Polonia e Albania, non è passata inosservata la presenza di un emissario bianconero.
Un viaggio lungo, più di millecinquecento chilometri da Torino, affrontato in condizioni climatiche tutt’altro che ideali. Ma quando sul taccuino c’è il nome di Robert Lewandowski, ogni dettaglio passa in secondo piano. La dirigenza juventina, infatti, continua a monitorare da vicino l’attaccante del Barcellona, aggiungendo un nuovo capitolo dopo i primi contatti esplorativi delle scorse settimane.
Marzo è il mese delle riflessioni, delle analisi approfondite, non ancora quello delle decisioni definitive. L’amministratore delegato Damien Comolli vuole costruire un quadro completo sull’attacco del futuro, muovendosi su più tavoli. Da una parte il rinnovo di Dušan Vlahović, dall’altra il dialogo per Randal Kolo Muani, senza perdere di vista la suggestione legata al bomber polacco, in scadenza con i blaugrana.
Il profilo di Lewandowski resta di altissimo livello. I numeri parlano da soli: 16 reti in questa stagione, 42 nella precedente in Liga. In carriera ha segnato con continuità impressionante tra Borussia Dortmund, Bayern Monaco e Barcellona, superando quota 560 gol complessivi. Un rendimento che lo ha consacrato tra i migliori attaccanti degli ultimi quindici anni, capace di unire senso del gol e mentalità vincente. Non è un caso che nel suo palmarès figurino 32 trofei, inclusa la Champions League conquistata nel 2020 con il Bayern.
La Juventus cerca certezze, esperienza e leadership per compiere un salto di qualità sotto la guida di Luciano Spalletti. Lewandowski, da questo punto di vista, rappresenta una garanzia. Restano però da valutare diversi aspetti: l’età, con i 38 anni che arriveranno ad agosto, e soprattutto l’ingaggio, attualmente intorno ai 10 milioni di euro. Un investimento importante che il club intende ponderare con attenzione, anche alla luce di operazioni simili come quella di Luka Modrić, ancora decisivo nonostante l’età avanzata.
Per questo motivo la Juventus non si limita a osservare Lewandowski nel contesto organizzato del Barcellona, ma lo segue anche con la nazionale polacca, in scenari più complessi e meno strutturati. Un modo per valutarne l’impatto in diverse situazioni di gioco, prima di un eventuale affondo. La concorrenza, del resto, non manca: oltre ai catalani, anche diversi club della MLS osservano con interesse.
La suggestione affascina anche chi la Juventus la conosce bene. Parla Trezeguet: “Vlahovic? Io prenderei Lewandowski a parametro zero, anche a 37 anni – ha detto il francese alla Gazzetta nei giorni scorsi. Altra categoria, uno degli ultimi nove veri insieme a Haaland. Lewa non avrà più il fisico di una volta, ma al Barça non giocando sempre ha segnato 16 gol: è forte, intelligente. Lewandowski, dopo Barcellona e Bayern, arriverebbe alla Juventus sapendo da dove viene e cosa ci si aspetta da lui: i gol. Se ci fosse la possibilità, lo porterei in braccio io a Torino”.
Parole firmate da David Trezeguet, che fotografano bene il fascino dell’operazione. Intanto i dialoghi per Vlahovic proseguono e resta viva anche la pista che porta a Kolo Muani. La Juventus si muove su più fronti, consapevole che il prossimo attacco sarà decisivo per le ambizioni future. Lewandowski è più di un’idea: è una possibilità concreta, anche se tutt’altro che semplice da trasformare in realtà.