Tra Rafael Leao e il Milan la distanza sembra aumentare giorno dopo giorno. Le parole pronunciate dal numero dieci rossonero negli ultimi giorni non hanno contribuito a rasserenare il clima, anzi. Dopo le dichiarazioni che avevano già fatto discutere nel fine settimana, l’attaccante portoghese è tornato sull’argomento in una nuova intervista concessa a Sport TV, lasciando emergere ancora una volta la sensazione di un rapporto arrivato a un punto di svolta.
Leao non si limita infatti a manifestare il desiderio di affrontare una nuova esperienza professionale, ma analizza anche l’ultima stagione lanciando alcune frecciate alla gestione tecnica, pur senza citare direttamente Massimiliano Allegri. «Non penso di essere stato messo nelle condizioni di giocare nella posizione più adatta per poter fare la differenza – racconta Rafa -. Ho giocato 4-5 mesi infortunato, con questa sorta di tendinite, per giunta in un ruolo che non è il mio e sono arrivato stanchissimo a fine stagione».
Un malessere che, secondo il portoghese, ha condizionato pesantemente il suo rendimento. «Per me è stato un anno molto difficile, non ci siamo qualificati in Champions League e avremmo avuto tantissimo tempo per lavorare nel corso della settimana. Per come stavo nella pre-season, sentivo di poter realmente fare la differenza, mi sentivo veramente bene e in fiducia».
Le aspettative erano elevate, ma il campo ha raccontato una realtà diversa. La stagione si è chiusa con appena nove reti e tre assist, numeri lontani dagli standard che avevano reso Leao uno dei giocatori più determinanti della Serie A. Soprattutto nella seconda parte del campionato, il suo contributo è stato giudicato insufficiente rispetto al talento e alle qualità che gli vengono riconosciute.
Sul futuro, invece, il messaggio è ancora più chiaro. «Ho bisogno di una nuova sfida – ribadisce il portoghese -. Ho già vinto due trofei in Italia e ci sono stato per un po’. È un campionato che si sta evolvendo, ma per il mio calcio una Premier League o una Liga spagnola valorizzerebbero di più il mio talento e me come giocatore. Se dovesse arrivare l’opportunità della Premier, sarei molto contento: penso che riuscirei a mettere a confronto il mio talento con giocatori che sono a un livello molto alto. Giocare in quel tipo di campionato valorizza molto il giocatore».
Nel corso dell’intervista, Leao ha poi ricordato alcune figure che hanno segnato il suo percorso in rossonero. Da Stefano Pioli, definito fondamentale per la sua crescita, a Zlatan Ibrahimovic, con cui conserva un legame speciale. «Mi ha dato la libertà di esprimere il mio talento», ha detto riferendosi all’ex tecnico. Mentre su Ibrahimovic ha aggiunto: «È una brava persona, mi ha aiutato dentro e fuori dal campo e per me resta un idolo». Un pensiero anche per gli inizi della sua avventura milanista: «C’era l’Inter su di me, poi mi chiamò Paolo Maldini».
Dietro le continue dichiarazioni del portoghese, però, molti intravedono una strategia ben precisa. Il fatto che Leao sia tornato più volte, nel giro di pochi giorni, sulla volontà di lasciare Milano alimenta l’idea che il giocatore voglia attirare l’attenzione dei club maggiormente graditi. Non è un mistero, infatti, che la Premier League rappresenti la destinazione preferita dell’attaccante, che in passato ha espresso apprezzamento per Manchester United e Arsenal.
Allo stesso tempo, queste prese di posizione pubbliche rischiano di complicare il lavoro del Milan. Un calciatore che manifesta apertamente il desiderio di partire tende inevitabilmente a ridurre il potere contrattuale della società che lo detiene. Anche perché la valutazione del cartellino di Leao è già diminuita rispetto ai tempi in cui il club faceva riferimento alla clausola rescissoria da 175 milioni di euro. Oggi, a Casa Milan, il valore attribuito al giocatore si aggira attorno ai 50 milioni, tenendo conto del contratto in scadenza nel giugno del 2028 e delle ultime stagioni non sempre all’altezza delle aspettative.
Non sorprende quindi che le continue uscite mediatiche del portoghese stiano creando irritazione all’interno della dirigenza guidata da Gerry Cardinale. Al momento, però, non sono ancora arrivate offerte ufficiali. Leao ha ricevuto manifestazioni d’interesse dal Galatasaray, che avrebbe messo sul tavolo un ingaggio da 10 milioni di euro a stagione, mentre il Fenerbahçe si sarebbe già defilato. Restano sullo sfondo Arsenal e Manchester United, ma senza passi concreti finora.
Il sogno dell’attaccante resta la Premier League. La domanda che accompagna questa estate di mercato, però, è un’altra: quanto la Premier League sia realmente pronta a puntare su di lui alle condizioni richieste dal Milan. Molto potrebbe dipendere dalle prossime settimane e dall’eventuale vetrina internazionale del Mondiale per Club. Perché la sensazione è che la storia tra Leao e il Milan sia arrivata a un bivio e che il prossimo capitolo debba ancora essere scritto.