Un contatto che può cambiare gli scenari. La Juventus e Dusan Vlahovic hanno ripreso a parlarsi, affrontando il tema più delicato: il futuro oltre giugno. Nessuna firma imminente, ma un’apertura concreta che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.
Il summit è andato in scena alla Continassa, prima della trasferta di campionato a Roma. Presenti il padre Milos e l’entourage dell’attaccante, insieme all’ad Comolli e al suo braccio destro Chiellini. Un confronto diretto, favorito anche dal rientro graduale del serbo in gruppo dopo oltre tre mesi di stop.
Vlahovic, in scadenza, ha assicurato di non aver preso impegni con altri club – dal Barcelona al Milan, fino al Bayern Monaco – e di essere disposto a restare in bianconero. Un segnale forte, dopo il gelo di fine estate.
Il nodo ingaggio: da 12 a 7 milioni
Il vero spartiacque sarà economico. La Juventus è pronta a trattare, forte della stima di Luciano Spalletti per il numero nove, ma a una condizione: riduzione netta dell’ingaggio.
Non più i 12 milioni previsti per il 2025-26, bensì una cifra vicina ai 7 milioni, in linea con il recente rinnovo di Yıldız. La palla passa dunque al giocatore e al suo entourage: la permanenza è possibile, ma serve uno sforzo concreto.
Rientro vicino e progetto tecnico
Nel frattempo, Vlahovic ha vissuto da primo tifoso le ultime sfide allo Allianz Stadium, pronto a tornare tra i convocati già contro il Pisa e con un rientro graduale previsto a Udine. L’obiettivo è ritrovare ritmo senza forzare, in vista della volata Champions League.
Per Spalletti, la conferma del serbo – dopo i rinnovi di Yildiz e McKennie – rappresenterebbe un tassello fondamentale del nuovo progetto bianconero. Il tecnico toscano, arrivato lo scorso 30 ottobre per un contratto di otto mesi, è atteso a breve da un nuovo accordo fino al 2028: stretta di mano prevista entro metà marzo.
Il punto di ripartenza
La nuova Juventus prende forma, tra sintonia dirigenziale e idee chiare sul mercato estivo. Vlahovic resta al centro del piano, ma con una premessa inevitabile: le sue richieste economiche dovranno ridimensionarsi.
Il dialogo è ripartito. Il finale, questa volta, non è ancora scritto.