Avere alternative non è un lusso, ma una necessità. Alla Juventus il reparto offensivo è tornato al centro delle riflessioni tecniche e di mercato: Luciano Spalletti non si accontenta di due punte e spinge per l’arrivo di un altro centravanti entro fine mese. Non un nome qualunque, ma un profilo preciso: struttura fisica, presenza in area, capacità di fare reparto e incidere nel gioco aereo.
Jonathan David ha finalmente rotto il ghiaccio e sta trovando continuità sotto porta, con due gol nelle ultime due giornate di Serie A, ma resta un attaccante portato ad abbassarsi per legare il gioco. Loïs Openda, invece, dopo mesi di digiuno ha ritrovato il gol contro Bodø e Roma, diventando letale negli spazi e in ripartenza. Due caratteristiche diverse, utili, ma non sempre risolutive contro difese chiuse.
Ecco perché a Torino cresce l’idea di aggiungere un attaccante più simile a Vlahovic. Il serbo è fermo da fine novembre per un grave infortunio all’adduttore, è stato operato e non rientrerà prima di marzo. Il suo contratto in scadenza e le distanze sul rinnovo spingono la Continassa a guardare avanti: la ricerca dell’erede è già partita.
Un nove diverso per cambiare spartito
Il ragionamento di Spalletti è chiaro. Se non si riesce a sfondare palla a terra con i fraseggi di David — abile nei movimenti e nel liberare spazi per gli inserimenti dei compagni — e se le avversarie tolgono la profondità a Openda, serve una soluzione alternativa: alzare il pallone e colpire dentro l’area. Da qui l’idea di un nove strutturato, da utilizzare in coppia con il canadese (che in nazionale agisce spesso da seconda punta) o come cambio tattico a gara in corso.
Non si tratta di mettere in discussione David, sempre più centrale e apprezzato nell’ambiente bianconero, ma di aggiungere un’arma in più. In quest’ottica si inserisce il sondaggio per Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, attaccante che rispecchia perfettamente l’identikit richiesto: fisico, centravanti d’area, finalizzatore puro.
Quando la Juventus ha chiesto informazioni per il 28enne francese, però, la risposta inglese è stata netta: richiesta di David come contropartita. Un’ipotesi rispedita subito al mittente, che ha congelato sul nascere qualsiasi scambio. Il nome di Mateta, tuttavia, non è mai uscito dai radar bianconeri.
La situazione
La Juventus non intende sacrificare David, ma continua a monitorare Mateta, soprattutto in prospettiva estiva, quando il francese entrerà nell’ultimo anno di contratto con il Crystal Palace. Non a caso, gli inglesi si stanno muovendo per Sidiki Chérif dell’Angers, possibile erede in attacco.
Alla Continassa si prende tempo, si ascoltano proposte di agenti e intermediari — tra i nomi circola anche En-Nesyri — e si lavora parallelamente su un altro fronte: il vice Yildiz. Le opzioni vanno da Federico Chiesa (Liverpool) a Daniel Maldini (Atalanta), fino ad Albert Gudmundsson (Fiorentina). L’arrivo di un nuovo nove, insomma, non esclude quello di un esterno offensivo, anzi.
Il nodo resta economico. Il Crystal Palace valuta Mateta tra i 30 e i 35 milioni, cifra fuori portata per le strategie attuali di Comolli. Le soluzioni possibili sono due: convincere gli inglesi ad accettare una contropartita diversa da David oppure costruire un prestito ponte con riscatto estivo. A gennaio tutto può cambiare in fretta. E la Juventus vuole farsi trovare pronta.