A cambiare il racconto, stavolta, è la storia che finalmente si spezza. La Bosnia Erzegovina cancella il suo passato negativo nei playoff e, con il successo di Cardiff, si regala una notte diversa e una nuova fiducia in vista della sfida contro l’Italia.
Fino a oggi, infatti, i bosniaci avevano sempre fallito negli spareggi per i grandi tornei, collezionando quattro sconfitte e tre pareggi. Il successo contro il Galles rappresenta quindi un vero punto di svolta: non solo per il risultato, ma per la mentalità con cui la squadra tornerà a giocarsi tutto.
L’obiettivo è tornare a vivere le emozioni di una fase finale mondiale, assaporata una sola volta nel 2014. Per farlo, però, servirà superare un altro ostacolo storico: in gare ufficiali, l’Italia non ha mai perso contro la Bosnia. L’ultimo confronto risale a due anni fa, in amichevole, con vittoria azzurra firmata Davide Frattesi.
Nel frattempo, però, molte cose sono cambiate. Soprattutto in casa Italia, dove si è passati dalla gestione di Luciano Spalletti a quella di Gennaro Gattuso. Più continuità, invece, sul fronte bosniaco, che si affida alla guida di Sergej Barbarez, alla sua prima esperienza da commissario tecnico.
Nato a Mostar e con un passato da attaccante in Germania — tra Amburgo, Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund — Barbarez è un allenatore dal carattere forte, rimasto tale anche in panchina. Negli ultimi giorni ha fatto discutere il botta e risposta con Steve Cooper, tecnico del Brøndby, accusato di aver penalizzato il bosniaco Benjamin Tahirovic per favorire la nazionale gallese. Dopo le polemiche e le scuse della federazione, il ct ha mantenuto la sua posizione: “Io non devo chiedere scusa a nessuno”.
Sul campo, la Bosnia arriva alla sfida con numeri solidi: cinque vittorie nel girone, una sola sconfitta e ben 17 gol segnati. Tra i protagonisti spicca ancora Edin Dzeko, capocannoniere della squadra con cinque reti, supportato da un reparto offensivo vario con nomi come Haris Tabakovic ed Ermedin Demirovic.
Anche la difesa parla in parte italiano, con giocatori come Tarik Muharemovic e Sead Kolasinac, mentre l’infortunio di Denis Hadzikadunic rappresenta un’assenza pesante.
Quando ha accettato l’incarico, Barbarez aveva parlato apertamente di una missione: riportare in alto una nazionale scivolata al 71° posto del ranking FIFA. L’obiettivo dichiarato era l’Europeo 2028, ma la sensazione è che questa Bosnia voglia bruciare le tappe.
Martedì, contro l’Italia, si capirà se la rinascita è già realtà o solo un’illusione destinata a svanire sul più bello.