Le parole

Bosnia, Pjanic avverte l’Italia: “Non troverete piacevole essere qui”

La Bosnia fiuta l'impresa ancora indispettita dalla reazione di Dimarco. Pjanic avverte la Nazionale di Gattuso sull'ambiente che li aspetta.

Bosnia, Pjanic avverte l’Italia: “Non troverete piacevole essere qui”

L’atmosfera si preannuncia incandescente e, a poche ore dalla sfida, ad alzare la temperatura ci ha pensato Miralem Pjanic. L’ex centrocampista di Juventus e Roma ha lanciato un messaggio chiaro in vista della gara tra Bosnia e Italia, in programma martedì sera a Zenica. Parole che sanno di avvertimento e che raccontano uno scenario tutt’altro che semplice per gli Azzurri.

“In Bosnia la vivremo come un evento storico. Il Paese intero si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio, un qualcosa che nemmeno io ho mai vissuto. Resterete scioccati dalla nostra passione: faremo il fuoco, non sarà piacevole per gli italiani essere lì. Per novanta minuti, o forse di più, non sarà semplicemente una partita di calcio: sarà una battaglia sportiva”.

Un clima che si è acceso ulteriormente anche dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, con l’eliminazione del Galles per mano della Bosnia e la reazione degli Azzurri, guidati in campo da Federico Dimarco. Un episodio che non è passato inosservato agli occhi di Pjanic: “Sinceramente non ho capito la reazione… La Bosnia li aspetta a braccia aperte. Vedremo come andrà a finire. L’Italia è l’Italia e noi la rispettiamo molto. Ma chissà: dovranno essere bravi a gestire la palla in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria”.

Il contesto, d’altronde, è di quelli che possono fare la differenza. Bosnia e Italia condividono un’assenza pesante, quella dal Mondiale che dura dal 2014, e proprio per questo la posta in palio si fa ancora più alta. “Ho visto giocatori motivati e sicuri di sè. La Bosnia si è rilanciata tramite una nuova generazione di calciatori che stanno prendendo consapevolezza delle loro qualità: la coesione al momento è la qualità migliore della nostra nazionalità”.

Nel corso dell’intervista, Pjanic ha anche acceso i riflettori su alcuni dei talenti più interessanti della selezione bosniaca, indicando i profili da tenere sotto osservazione. Da Alajbegovic, classe 2007 dal futuro promettente, fino a Dedic e Bajraktarevic, giovani in rampa di lancio nei rispettivi club europei, senza dimenticare Muharemovic, già conosciuto nel panorama italiano.

Infine, uno sguardo a chi rappresenta ancora oggi un simbolo: Edin Dzeko. A quarant’anni, l’ex attaccante della Roma continua a essere un punto fermo dentro e fuori dal campo. “È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. È uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì”. Un leader che l’Italia dovrà provare a contenere in una notte che si annuncia tutt’altro che ordinaria.