Mondiali, ore 6

Austria-Giordania, Rangnick riparte dal Mondiale dopo il no al Milan

Gli austriaci tornano a giocare una Coppa del Mondo a distanza di 28 anni, con l’obiettivo di iniziare nel migliore dei modi il proprio cammino.

Austria-Giordania, Rangnick riparte dal Mondiale dopo il no al Milan

L’attesa è finalmente terminata. L’Austria ritrova il Mondiale dopo quasi tre decenni e lo fa con la consapevolezza di aver costruito negli ultimi anni una squadra competitiva e ambiziosa.

L’ultima partecipazione risale a Francia 1998, un torneo chiuso al primo turno dopo i pareggi contro Camerun e Cile e la sconfitta decisiva contro l’Italia, guidata allora da Herbert Prohaska. Una curiosità accompagna ancora quell’edizione: tutte e tre le reti segnate dagli austriaci arrivarono oltre il novantesimo minuto.

Oggi lo scenario è completamente diverso.

Rangnick ha dato una nuova identità all’Austria

La qualificazione conquistata davanti alla Bosnia ha certificato la crescita del progetto guidato da Ralf Rangnick.

Il commissario tecnico tedesco ha saputo dare un’identità precisa alla nazionale, trasformandola in una squadra aggressiva, intensa e organizzata.

Nei mesi scorsi il suo nome era stato accostato anche al Milan, ma il tecnico ha preferito proseguire il percorso intrapreso con la federazione austriaca, rinnovando il contratto fino al 2028.

Una scelta che gli ha permesso di dedicarsi completamente alla preparazione del Mondiale.

Arnautovic e Sabitzer guidano il Das Team

L’Austria si affiderà all’esperienza dei suoi uomini migliori.

In attacco il riferimento sarà Marko Arnautovic, supportato da Marcel Sabitzer, Romano Schmid e Michael Gregoritsch alle sue spalle.

A centrocampo spazio all’equilibrio garantito da Seiwald e Schlager, mentre in difesa David Alaba rappresenterà il leader tecnico ed emotivo del gruppo.

L’obiettivo minimo è superare la fase a gironi e regalarsi un percorso più lungo possibile.

La Giordania punta sul collettivo

La Giordania arriva all’appuntamento senza grandi stelle, ma con una forte identità di squadra.

Le assenze pesanti di Al-Naimat e Bani Odeh riducono ulteriormente le opzioni offensive del commissario tecnico Sellami, che punterà soprattutto sull’organizzazione e sul sacrificio di tutto il gruppo.

L’uomo da tenere d’occhio resta Mousa Al-Tamari.

Il fantasista del Rennes, soprannominato il “Messi di Giordania”, è chiamato ad accendere la fantasia della sua nazionale e a creare superiorità con le sue giocate.

Le probabili formazioni

Austria (4-2-3-1)

Schlager; Laimer, Lienhart, Danso, Alaba; Schlager, Seiwald; Schmid, Gregoritsch, Sabitzer; Arnautovic.

Allenatore: Ralf Rangnick.

Giordania (3-4-3)

Abulaila; Al-Arab, Obaid, Nasib; Haddad, Al-Rawabdeh, Al-Rashdan, Abu Taha; Al-Tamari, Olwan, Al-Fakhouri.

Allenatore: Sellami.

Una sfida già importante

Per l’Austria il debutto rappresenta un passaggio fondamentale. I tre punti consentirebbero di indirizzare immediatamente il girone e di alimentare le ambizioni di una squadra che vuole finalmente ritagliarsi un ruolo da protagonista sulla scena internazionale.

La Giordania, invece, proverà a trasformare la propria solidità difensiva in un’arma per sorprendere una delle nazionali europee più in crescita degli ultimi anni.

Rangnick parte favorito, ma nei Mondiali le sorprese non mancano mai.