La novità

Arbitri, Gravina accelera: nasce la classe d’élite della FIGC

Via alla riforma: società autonoma, budget da 18 milioni e professionismo per migliorare la qualità in Serie A e Serie B

Arbitri, Gravina accelera: nasce la classe d’élite della FIGC

La rivoluzione degli arbitri comincia oggi. Prende forma il progetto di Gabriele Gravina per creare una classe arbitrale d’élite e voltare pagina dopo mesi di polemiche che hanno coinvolto i direttori di gara.

Il presidente della FIGC vuole tempi rapidi e una riforma operativa già dalla prossima stagione. Al tavolo tecnico siedono il designatore Gianluca Rocchi e il vicepresidente AIA Massini. Nei prossimi incontri saranno coinvolte anche Lega Serie A e Lega Serie B.

Società autonoma e governance indipendente

Il cuore della riforma è la nascita di una società di diritto privato, partecipata al 100% dalla FIGC, con un budget iniziale di 17-18 milioni di euro (finanziato dalla Federazione e in parte dalle leghe).

Il Consiglio federale nominerà tre consiglieri di amministrazione indipendenti. Il CdA gestirà due aree:

  • Area tecnica: affidata a un direttore tecnico, figura chiave che sceglierà gli arbitri della classe d’élite e fungerà di fatto da nuovo designatore.

  • Area amministrativa: guidata da un direttore amministrativo per bilanci, contratti, sponsor e diritti d’immagine.

Obiettivo dichiarato: separare il merito tecnico da ogni valutazione politica.

Addio automatismi, arriva il professionismo

Oggi le nomine passano dal Comitato nazionale dell’AIA. Gravina intende rompere con questo schema, eliminando logiche come la rappresentanza territoriale che potrebbero incidere sulle scelte.

All’Associazione Italiana Arbitri resteranno formazione e gestione fino alla Serie C. I migliori entreranno nella nuova struttura d’élite.

La bozza parla di:

  • 40 arbitri

  • 66 assistenti

  • 24 VMO (Video Match Officer)

Il rapporto non sarà più un diritto acquisito: si partirà con compensi a gettone, poi – superata una fase di valutazione – arriveranno contratti a tempo determinato, introducendo di fatto il professionismo arbitrale.

Tempi stretti e possibili tensioni

L’obiettivo è chiudere una bozza condivisa entro un mese e portarla al voto del Consiglio federale. Saranno necessarie modifiche al regolamento AIA, passaggio che potrebbe generare resistenze.

La FIGC punta però a un’ampia maggioranza nel mondo del calcio per evitare scontri istituzionali e, soprattutto, per dare una risposta concreta a club e tifosi.

La parola chiave è qualità. Gravina accelera: il sistema arbitrale italiano si prepara a cambiare volto.