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Adams, che momento: dopo il gol alla Juve la doppietta alla Bolivia

Che Adams sta vivendo un grande momento di forma: dopo il gol nel derby ecco la doppietta con la maglia della Scozia.

Adams, che momento: dopo il gol alla Juve la doppietta alla Bolivia

La stagione è finita, ma Che Adams continua a lasciare il segno. Dopo aver chiuso il campionato con prestazioni convincenti e reti pesanti, l’attaccante del Torino si è presentato agli appuntamenti con la nazionale scozzese confermando il proprio momento positivo.

Nell’ultima amichevole prima dell’inizio della Coppa del Mondo è stato protagonista assoluto grazie a una doppietta contro la Bolivia, un segnale incoraggiante in vista della competizione che lo vedrà impegnato tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Adams sarà uno dei tre rappresentanti granata al Mondiale insieme a Marcus Pedersen, convocato dalla Norvegia, e Nikola Vlasic con la Croazia. La sensazione è che il centravanti scozzese arrivi all’appuntamento più importante della stagione nel pieno della maturità calcistica, forte di un’annata nella quale ha saputo mettere in mostra molto più dei semplici numeri.

Gol, assist, lavoro per la squadra, pressing e capacità di interpretare diverse situazioni tattiche: Adams ha confermato di possedere una qualità particolarmente apprezzata dagli allenatori, quella di saper scegliere quasi sempre la soluzione più utile per il collettivo. Una caratteristica che gli ha consentito di diventare uno dei punti di riferimento dell’attacco granata.

Le sue prime due stagioni al Torino sono state profondamente diverse tra loro. Quando arrivò nell’estate del 2024, gran parte delle aspettative ruotavano attorno alla possibile intesa con Duvan Zapata. Le caratteristiche dei due sembravano infatti complementari: la forza fisica, il gioco aereo e la presenza in area del colombiano si sposavano perfettamente con la mobilità, la rapidità di pensiero e la qualità tecnica dello scozzese.

Anche il percorso precedente di Adams suggeriva una naturale predisposizione al gioco in coppia. Sia durante l’esperienza al Birmingham sia negli anni trascorsi al Southampton aveva quasi sempre condiviso il reparto offensivo con un altro attaccante. Le prime settimane in granata sembravano confermare questa prospettiva, ma l’infortunio di Zapata cambiò improvvisamente lo scenario.

Da ottobre in poi Adams si ritrovò a essere il principale riferimento offensivo della squadra, sia nel 3-5-2 sia nel successivo 4-2-3-1. Una responsabilità che riuscì a gestire con efficacia, collezionando 36 presenze in campionato, di cui 30 da titolare, impreziosite da nove reti e tre assist. Tra i momenti più memorabili resta il gol realizzato a Empoli, quando sorprese il portiere Vasquez con uno spettacolare pallonetto da lunghissima distanza.

L’ultima stagione ha raccontato invece una storia differente. Adams ha condiviso il campo con diversi compagni di reparto: dal ritorno di Duvan Zapata all’arrivo di Giovanni Simeone, senza dimenticare le occasioni concesse ad Alieu Njie e Sandro Kulenovic. Anche sul piano tattico il Torino ha attraversato varie trasformazioni, passando dal 4-3-3 iniziale al 3-5-2, fino ai sistemi preferiti da Roberto D’Aversa nella fase conclusiva del campionato.

In questo contesto l’attaccante scozzese ha dimostrato una notevole capacità di adattamento. In avvio ha spesso trovato spazio a partita in corso, ma la splendida rete realizzata contro la Lazio, con una conclusione di prima intenzione sotto la traversa su assist di Nkounkou, ha rappresentato una svolta importante. Da quel momento si è progressivamente conquistato un ruolo centrale nelle gerarchie della squadra.

Con il passaggio definitivo al 3-5-2 ha alternato partnership differenti, prima accanto a Simeone e successivamente di nuovo al fianco di Zapata quando il colombiano ha ritrovato continuità fisica. Nel corso della stagione ha lasciato il segno contro Pisa e Lecce, ma soprattutto è stato protagonista nella vittoria contro la Roma negli ottavi di finale di Coppa Italia grazie a una doppietta decisiva.

Anche nella parte finale dell’annata ha continuato a incidere. Il gol che ha deciso la sfida con il Pisa e quello del pareggio contro la Juventus hanno confermato non soltanto il suo fiuto realizzativo, ma anche la capacità di essere determinante in contesti e ruoli differenti. È proprio questa versatilità a rappresentare oggi una delle sue qualità più preziose.

Che Adams non è soltanto un attaccante da area di rigore o un finalizzatore. È un giocatore che sa interpretare le esigenze della squadra, adattarsi ai compagni e modificare il proprio modo di stare in campo senza perdere efficacia. Un profilo raro, che il Torino ha imparato ad apprezzare e che la Scozia spera ora possa trascinare anche sul palcoscenico mondiale.