L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Viminale ha disposto uno stop alle trasferte dei tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione calcistica, dopo gli scontri lungo l’autostrada A1 tra tifosi viola e giallorossi, avvenuti domenica scorsa. Nel provvedimento viene anche fatto riferimento ai gravi precedenti in Italia e all’estero delle due tifoserie.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di dare un segnale forte per interrompere immediatamente anche il fenomeno degli scontri – con o senza appuntamento – lontano dagli stadi. Già lo scorso ottobre era arrivato il divieto di trasferta per tre mesi per i sostenitori di Pisa e Verona. Sarebbero scaduti giusto oggi, ma l’11 dicembre Piantedosi aveva sospeso il provvedimento per il “concreto ravvedimento delle tifoserie”.
SIMONELLI: “IL CALCIO ITALIANO NON SI PUO’ PERMETTERE DI MISCHIARE LO SPORT CON QUESTIONI DELINQUENZIALI”
All’epoca era stata la Lega Serie A a presentare un’istanza al ministro, ma ieri lo stesso presidente Ezio Simonelli – con cui il Viminale è stato in contatto – ha auspicato provvedimenti duri. Queste erano state le sue parole:
Prima della decisione presa dal Ministero dell’Interno, il presidente della Lega di Serie A Ezio Simonelli si era espresso così sugli scontri che hanno coinvolto circa 200 persone: “Quello che è successo in autostrada, con gli scontri tra i tifosi è una cosa molto grave. Stiamo facendo tantissimo per costruire un’immagine pulita del calcio e queste cose assolutamente non aiutano. Anzi, ho mandato un messaggio di solidarietà che voglio qui rinnovare nei confronti della Polizia, per gli sforzi che fa nel mantenere l’ordine pubblico. So che domani ci saranno anche delle riunioni su questo tema, però il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con questioni delinquenziali e con scontri che mettono a repentaglio la salute non solo di chi partecipa, ma anche di chi deve intervenire per sedarli”.