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Milan, la sconfitta di Napoli mette fine al sogno scudetto

Il ko del Maradona chiude ogni velleità di rimonta: ora bisogna blindare al più presto la zona Champions.

Milan, la sconfitta di Napoli mette fine al sogno scudetto

Un dettaglio per cambiare una stagione. Lo sa bene Allegri, che dopo la sfida contro il Napoli ha ammesso come il Milan avrebbe dovuto osare prima, provando a “spaccare” la partita già dopo un’ora di gioco, invece di reagire solo dopo lo svantaggio.

Una riflessione che va oltre la singola gara: è il confine tra una rincorsa difficile e una resa quasi definitiva nella lotta scudetto. I 9 punti di distacco dall’Inter pesano, e non poco.

L’obiettivo dichiarato da Allegri resta la Champions League, un traguardo alla portata salvo sorprese. Ma sotto la superficie, la delusione è evidente. La sconfitta del Maradona brucia più di quanto si voglia ammettere, soprattutto perché sembra aver chiuso definitivamente le porte al sogno tricolore.

Eppure, il dato che fa riflettere è un altro: questo è stato il primo scontro diretto perso dai rossoneri in stagione. Il bilancio contro le big è infatti positivo: vittorie contro il Napoli all’andata, doppio successo nel derby contro l’Inter, buoni risultati contro Roma e Juventus. Se il campionato fosse limitato alle prime sei, il Milan sarebbe probabilmente in testa.

Il problema, però, è arrivato contro le squadre “più piccole”. I punti persi contro formazioni della seconda metà della classifica – come le sconfitte con Cremonese e Parma – rappresentano oggi il vero rimpianto. Molto più della battuta d’arresto contro il Napoli.

Anche le scelte tecniche fanno discutere. L’impiego limitato di Leao lascia dubbi, così come il minutaggio ridotto di Pulisic, ancora a secco nel 2026. In attacco, Fullkrug ha lavorato più in fase difensiva, mentre Gimenez ha dato segnali più concreti negli ultimi metri.

Da qui nasce una domanda inevitabile: questo Milan poteva fare qualcosa di diverso? Forse sì. Senza stravolgere la filosofia di Allegri, l’idea di alzare il baricentro o schierare tre attaccanti insieme in determinate situazioni potrebbe offrire soluzioni alternative, soprattutto con un centrocampo composto da giocatori dinamici come Rabiot e Fofana, supportati dalla qualità di Modric.

Resta però il verdetto del campo: al Maradona, il Napoli è apparso superiore sotto ogni aspetto. E con un Antonio Conte così, gli azzurri restano l’unica vera minaccia per l’Inter di Chivu nella corsa al titolo.

Una certezza che pesa. E che rende ancora più amaro il bilancio della stagione rossonera.