L’Inter ha battuto il Lecce per 1-0 nel recupero della sedicesima giornata, rinviata per la Supercoppa Italiana. Decisivo un gol a dodici minuti dalla fine di Francesco Pio Esposito entrato al 56′ al posto di Bonny. L’Inter sale a 46 punti in classifica e stacca il Napoli fermato sul pareggio dal Parma di sei punti.
Non è stata la solita Inter, brillante e che crea tanto. Come per il Napoli al Maradona contro il Parma, si è fatta sentire la fatica dello scontro diretto di domenica scorsa. Una fatica sia mentale che fisica, anche se Chivu ha cambiato cinque giocatori di movimento su dieci e già dopo dieci minuti del secondo tempo ha fatto entrare Esposito, Luis Henrique e Frattesi. Poi al minuto 72 anche Lautaro al posto di Mkhitaryan, provando a scardinare la difesa del Lecce con le tre punte. Missione compiuta sei minuti dopo con un’azione Zielinski-Esposito-Lautaro e dopo la respinta di Falcone sul tiro del capitano nerazzurro ecco il primo gol a San Siro in campionato di Esposito, sogno di una vita calcistica iniziata a undici anni proprio nell’Inter.
Questa l’analisi di Chivu e le sue parole sull’uomo del match:
“Sono sette anni che conosco Pio Esposito. Era un bambino piccolo, mi arrivava al petto. Siamo cresciuti praticamente insieme. Lo conosco bene, conosco la sua famiglia, la sua ambizione, il percorso nel settore giovanile. È stato il mio capitano nella Primavera dell’Inter e sono felice per lui, così come per tutta la squadra. È stata una partita davvero complicata. Mi aspettavo una gara difficile. Dopo una partita intensa come quella di domenica scorsa contro il Napoli, affrontare un’altra gara in 72 ore è complesso.
Ho visto però l’atteggiamento della squadra: nonostante le difficoltà nel trovare gioco e lucidità, ci hanno creduto fino in fondo. Hanno lasciato anima e cuore sul campo per portare a casa la vittoria. Sono quelle partite che è più facile perdere che vincere e invece oggi l’abbiamo portata a casa. Non alleno per la mia coscienza, alleno per quello che vedo negli occhi dei ragazzi. A volte prendo decisioni che possono sembrare strane, ma il mio interesse è quello di costruire i prossimi cinque mesi di stagione, non giustificare ogni scelta. Ho vinto il semititolo di campione d’inverno in carriera, ma questo non vuol dire nulla. Conta arrivare fino a maggio, consapevoli di essere competitivi.
Sarà un campionato punto a punto e una battaglia fino alla fine. Andavo in ritiro anche io da giocatore. E non è che se vai in ritiro vinci le partite, nessuno te lo garantisce. Ci vuole lucidità e coscienza. Io mi fido dei miei ragazzi, della loro maturità, e sono contento di come si impegnano ogni giorno, nonostante le difficoltà”.