Una notte da leggenda per il baseball italiano. Vinnie Pasquantino, capitano dell’Italia al World Baseball Classic, ha firmato una prestazione storica contro il Messico, battendo tre fuoricampo nella stessa partita e trascinando gli azzurri alla vittoria che vale l’accesso ai quarti di finale.
Un’impresa mai riuscita prima nella storia della competizione, nemmeno ai grandi battitori di nazionali come Stati Uniti, Giappone o Repubblica Dominicana.
Il riscatto del capitano
La serata di Pasquantino, prima base dei Kansas City Royals, arriva dopo un avvio di torneo complicato. Nelle prime partite del World Baseball Classic il capitano azzurro era rimasto a secco in battuta, con uno 0 su 12 complessivo tra la gara contro la Gran Bretagna e quella contro gli Stati Uniti.
Nonostante le difficoltà, il manager Francisco Cervelli non ha mai perso fiducia nel suo leader. Anzi, nella sfida decisiva contro il Messico ha scelto di spostarlo nel ruolo chiave di cleanup hitter, il quarto nell’ordine di battuta, quello riservato ai grandi bomber.
La risposta di Pasquantino è stata clamorosa: tre palline spedite oltre le recinzioni dello stadio di Houston, in una partita che resterà nella storia del torneo.
Una mazza già destinata alla Hall of Fame
La notte perfetta ha attirato anche l’attenzione della National Baseball Hall of Fame and Museum, il tempio del baseball a Cooperstown. I responsabili del museo hanno già chiesto a Pasquantino la mazza utilizzata nella partita storica.
Il capitano azzurro però ha deciso di tenerla ancora per qualche giorno:
“Gliela darò la prossima settimana. Mi serve ancora qui”.
Il rito del caffè azzurro
Il successo dell’Italia al World Baseball Classic non è fatto solo di numeri e statistiche, ma anche di rituali diventati ormai iconici.
In dugout c’è una macchina del caffè espresso, diventata famosa tre anni fa grazie al coach Michele Gerali, immortalato mentre sorseggiava un espresso durante una partita contro il Giappone. Da allora il caffè è diventato un vero simbolo della nazionale.
La tradizione è semplice: ogni fuoricampo viene celebrato con un espresso. Chi colpisce l’homer deve berlo in un sorso.
Con tre fuoricampo nella stessa partita, Pasquantino ha quindi dovuto affrontare una vera maratona di caffeina. Ma per lui non è stato un problema:
“Dormo benissimo, sono un grande bevitore di caffè”.
Orgoglio italiano e radici di famiglia
Per Vinnie Pasquantino, nato a Richmond in Virginia ma con origini italiane, indossare la maglia dell’Italia ha un significato speciale.
Il cognome della famiglia era originariamente Pasquantonio, con radici nel paese abruzzese di Ofena, in provincia dell’Aquila. Un legame tramandato soprattutto dal nonno Denny, che lo ha cresciuto raccontandogli le tradizioni italiane.
“È bello giocare per quello che abbiamo scritto davanti sulla maglia: Italia. Non per noi stessi, ma per le nostre famiglie”.
Vino per i migliori in campo
Il capitano azzurro ha portato con sé a Houston anche un altro rito: una cassa di vino italiano. Dopo ogni partita, Pasquantino regala due bottiglie ai migliori giocatori della squadra.
Dopo la vittoria contro il Messico, una bottiglia è andata al pitcher Aaron Nola, mentre l’altra è stata consegnata al presidente federale Marco Mazzieri.
Ma Nola gliel’ha restituita con un sorriso:
“Tienila tu, Vinnie. Una bottiglia la meriti”.
Una notte così, in fondo, non poteva essere celebrata in modo diverso.