La polemica

Aerei e viaggi per vedere due partite al giorno: è polemica su Infantino

Il presidente della FIFA ha organizzato il suo mega tour durante il Mondiale per vedere più gare possibili

Aerei e viaggi per vedere due partite al giorno: è polemica su Infantino

Un convoglio di Harley-Davidson della polizia con sirene a tutto volume, luci stroboscopiche e un SUV nero dai vetri oscurati del valore di quasi 200mila dollari che si fa strada nel traffico di Collins Avenue, a Miami Beach. “Sarà Trump”, ha commentato un turista britannico al Telegraph, ma il passeggero non era quello immaginato: si trattava di Gianni Infantino. L’episodio restituisce in modo efficace il livello di sicurezza, organizzazione e sfarzo che circonda il presidente della Fifa in vista del Mondiale 2026.

La competizione nordamericana è stata presentata come la più grande e ambiziosa di sempre, e il suo massimo dirigente sembra aver preso la definizione alla lettera, assumendo i contorni del vero “numero uno” del torneo e trasformandosi in un autentico “uomo ovunque”. Tra spostamenti continui e cambi di fuso orario, Infantino sta portando avanti una vera e propria maratona di voli intercontinentali che ha già acceso critiche sui social e sollevato perplessità tra gli ambientalisti.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, il piano del presidente Fifa è ambizioso: assistere fino a due partite al giorno, ogni volta che il calendario lo consente. Un ritmo reso possibile da un accordo di sponsorizzazione tra la Fifa e Qatar Airways, che mette a disposizione un jet privato sempre pronto al decollo. Un contesto molto diverso rispetto al Mondiale in Qatar di quattro anni fa, quando Infantino riuscì a seguire tutte le 64 partite da vicino, con una distanza massima tra gli stadi di appena 74 chilometri. Oggi, invece, la competizione si sviluppa tra Stati Uniti, Canada e Messico, in 16 stadi distribuiti su quattro fusi orari e con distanze che possono superare anche i 4.500 chilometri.

Il tour del dirigente svizzero

Giorno 1: gara inaugurale a Città del Messico (Messico-Sudafrica) e trasferimento immediato a Guadalajara per Corea del Sud-Repubblica Ceca. Giorno 2: presenza a Los Angeles per Stati Uniti-Paraguay. Nei giorni successivi tappe a San Francisco e Vancouver per Qatar-Svizzera e Australia-Turchia. Domenica: summit istituzionale a Miami con le 211 federazioni affiliate e, in serata, nuovo volo verso Los Angeles per l’esordio dell’Iran, con un siparietto negli spogliatoi in cui ha scherzato con il ct Ghalenoei: “Vi serve un centravanti? Io ci sto…”.

In pochi giorni Infantino ha già percorso circa 14mila chilometri in aereo, pari a circa un terzo della circonferenza terrestre. Secondo le proiezioni, nessuno nel torneo si avvicinerà a questi numeri: persino la Bosnia, considerata la nazionale più penalizzata da un calendario che la costringe a spostarsi tra Toronto, Los Angeles e Seattle, si fermerà attorno ai 5.000 chilometri complessivi.